Strategie

Indicatori di Borsa: i migliori per l’analisi tecnica

All’interno di questa mini guida vedremo che cosa sono e come funzionano gli Indicatori di Borsa, ovvero tutti quegli strumenti che consentono di seguire in tempo reale i mercati finanziari attraverso statistiche e costruzioni di tipo puramente matematico.

Un indicatore di Borsa analizza infatti l’andamento passato per cercare di prevedere il futuro di un certo mercato finanziario.

Con l’analisi tecnica, queste costruzioni matematiche si occupano di utilizzare ed elaborare i dati sull’andamento dei prezzi e di tutti i volumi che vengono commerciati per un titolo finanziario, con lo scopo primario di prevedere il futuro movimento delle quotazioni di questo dato mercato borsistico.

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Ovviamente è impossibile dire che tutti questi indicatori di borsa siano accurati e riescano a prevedere il futuro al 100%. Tuttavia, è scientificamente provato che fare trading con gli indicatori tecnici rappresenta una soluzione migliore e generalmente profittevole rispetto a fare trading “a casaccio”.

Gli indicatori di borsa più famosi sono stati creati negli anni 70,80,90, 2000 e continuano ad essere creati e migliorati ancora oggi. La creatività e l’estro dei matematici ed esperti analisi continuerà a produrne di nuovi ogni anno.

Indicatori Tecnici: che cosa sono e come funzionano

Gli indicatori di borsa (o indicatori tecnici) sono calcoli matematici basati sul prezzo, sul volume o sull’interesse di un titolo o di un contratto. Analizzando i dati storici, gli analisti tecnici utilizzano gli indicatori per prevedere i futuri movimenti dei prezzi. Esempi di indicatori tecnici comuni includono Indice di forza relativa, indice di flusso monetario, stocastico, MACD e Bollinger Bands.

Indicatori Analisi Tecnica

Gli indicatori di borsa sono degli strumenti che si appoggiano aii dati di trading storici, come il prezzo, volume e gli interessi, rispetto invece ai fondamentali di un business come i guadagni, profitti oppure margini di profitto. Gli indicatori tecnici vengono spesso utilizzati dai trader attivi, dato che sono stati progettati per analizzare i movimenti di prezzo a breve termine, anche se in realtà gli investitori a lungo termine potrebbero anche utilizzare gli indicatori tecnici per identificare i punti di entrata ed uscita a mercato.

Come da sempre, possiamo dire che esistono due grandi tipologie di indicatori di borsa tecnici:

  • Indicatori di Trend
  • Indicatori di Volume
  • Indicatori di Momentum (intensità)
  • Indicatori di Volatilità
  • Indicatori di Ciclo

Tutti questi indicatori possono sia essere di tipo “Leading” (indicatori tecnici che si pongono di prevedere statisticamente l’andamento futuro dei prezzi in base ai precedenti storici) oppure “Lagging” (strumenti statistici che forniscono un segnale dopo l’avvenuta formazione di un trend).

Tutte queste tipologie di indicatori (a breve esporremo anche i migliori indicatori, uno per tipologia) consentono di fornire al trader delle vere e proprie “chiavi di lettura” che gli consentiranno di aprire posizioni responsabili a mercato.

È importante sottolineare che gran parte degli indicatori di borsa si basano sul concetto di Media Mobile. La media mobile, è uno strumento di analisi tecnica di tipo “lagging” che viene ottenuto praticamente tramite la somma degli ultimi N periodi di chiusura dei prezzi e dividendo il risultato ottenuto.

Non è necessario tuttavia utilizzare un solo indicatore tecnico per ottenere un segnale oppure per cercare di capire la tendenza principale di un dato mercato finanziario.

Spesso, i traders decidono di utilizzare 2 o più indicatori tecnici quando decidono di analizzare un mercato. Grazie a migliaia di opzioni differenti tra di loro, i trader devono infatti necessariamente scegliere gli indicatori che funzionano meglio per loro, aiutandoli a familiarizzare su come lavorano.

I traders possono inoltre decidere di combinare gli indicatori tecnici con altre tipologie di analisi tecniche, come ad esempio l’individuazione dei pattern grafici, in modo da poter creare idee di trading sostenibili. Grazie alla loro natura puramente quantitativa, gli indicatori tecnici vengono inoltre spesso inseriti all’interno di sistemi di trading automatico come Expert Advisor su MetaTrader 4.

Indicatori Tecnici: un esempio

Indicatori Tecnici - RSI

Indicatori Tecnici – RSI

All’interno dell’immagine qua sopra, è possibile notare un indicatore tecnico denominato “Relative Strength Index (RSI)”. Possiamo dunque osservare, nella parte inferiore del grafico, la presenza di due segnali: un Overbought (Ipercomprato) ed un Oversold (Ipervenduto).

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Fare Analisi Tecnica

Fare Analisi Tecnica significa prima di tutto mettere in pratica una disciplina vera e propria che richiede capacità di non poco conto, che si occupa essenzialmente di valutare i mercati finanziari e identificare essenzialmente le opportunità di trading attraverso l’analisi di statistiche generate dall’attività dei mercati borsistici, come ad esempio i volumi oppure i movimenti di prezzo.

A differenza dell’analisi fondamentale (che è per certi versi l’antitesi di quella tecnica) che ha come obbiettivo principale la ricerca del valore intrinseco di un mercato finanziario, l’analisi tecnica deve essere fatta necessariamente attraverso l’analisi dei movimenti di prezzo e di svariati strumenti di analisi che consentono di valutare i punti deboli/favorevoli di un mercato finanziario.

Gli analisti tecnici ritengono che le attività di trading passate e le variazioni di prezzo di un titolo siano a tutti gli effetti degli indicatori di borsa affidabili dei probabili movimenti futuri del titolo, rispetto invece al valore intrinseco del titolo.

L’analisi tecnica è stata formata da concetti di base che sono stati nel tempo ricavati dalla teoria di Dow, una teoria sui movimenti del mercato commerciale originata dai primi scritti creati da Charles Dow.

Due presupposti fondamentali della teoria di Dow (che sono alla base di tutte le analisi tecniche) sono i seguenti:

  1. I grafici non fanno salire o scendere il mercato, ma riflettono la sua psicologia rialzista o ribassista.
  2. I Movimenti di prezzo di mercato non sono puramente casuali ma si muovono in modelli e tendenze identificabili che si ripetono nel tempo.
teoria di dow

Teoria di Dow

L’ipotesi che gli sconti sul prezzo significhino essenzialmente che il prezzo di mercato di un titolo in un dato momento riflette accuratamente tutte le informazioni disponibili, e quindi rappresenta il vero valore equo del mercato finanziario. Questa ipotesi si basa sull’idea che il prezzo di mercato riflette sempre la somma totale delle conoscenze di tutti i partecipanti all’interno del mercato.

La seconda ipotesi di base dell’analisi tecnica è che la nozione che le variazioni dei prezzi non sono casuali, porta quindi praticamente alla convinzione da parte degli analisti tecnici che le tendenze del mercato, sia a breve che a lungo termine, possono essere trovate, permettendo dunque agli operatori del mercato di ottenere un interessante profitto dall’investimento in base all’esistente tendenza.

Indicatori di Trend

Quelli che fanno trading utilizzando gli indicatori di Trend provano prima di tutto ad isolare ed estrarre quindi i profitti dai trend. Ci sono svariate modalità per fare ciò. Ovviamente, non significa che con un indicatore sarà possibile ottenere moltissimi profitti.

Il trading infatti coinvolge svariati fattori come il management del rischio e il trading psicologico. Tuttavia, ci sono svariati indicatori che sono riusciti a passare il test del tempo e rimangono ancora popolari tra i trader dei trend.

All’interno di questo articolo, parleremo di uno degli indicatori di analisi tecnica, approfondendo uno degli indicatori di trend più famosi: in questo caso la media mobile.

Media Mobile

Le medie mobili “ammorbidiscono” i dati di prezzo creando una singola linea fluente. La linea rappresenta il prezzo medio su un periodo di tempo. La media mobile che il trader decide di utilizzare è determinata dal lasso di tempo in cui negozia. Per gli investitori a medio e lungo termine, la media mobile semplice di 200 giorni, 100 giorni e 50 giorni sono tra le scelte popolari.

Ci sono moltissime modalità per scegliere ed utilizzare la media mobile. Il primo modo è quello di guardare l’angolo della media mobile. Se la media mobile si muove orizzontalmente senza salire oppure senza scendere per moltissimo tempo, significa prima di tutto che il prezzo non è in fase di trend ma in fase di range (fase laterale).

Se la linea della media mobile ha invece un angolo ben definito, questo significa l’uptrend è in corso. Le medie mobili tuttavia non prevedono niente, ma semplicemente si occupano di mostrare quello che il prezzo fa in media, durante un periodo di tempo, dando quindi un’indicazione sulle possibili resistenze/supporti mobili, così come il trend di mercato che si è generato all’interno dell’asset.

Esistono poi i crossover, che vengono molto spesso utilizzati per migliorare ancora di più le funzioni delle medie mobili, fornendo quindi segnali e informazioni ancora più dettagliate.

I crossover sono infatti un altro modo per utilizzare le medie mobili. Impostando una media mobile di 200 giorni e 50 giorni sul grafico, si verifica un segnale di acquisto quando quella dei 50 giorni supera al rialzo quella dei 200 giorni. Un segnale di vendita si verifica quando la media mobile a 50 giorni scende al di sotto di quella dei 200 giorni. I tempi possono essere modificati per adattarsi al proprio periodo di negoziazione individuale.

Indicatori di Volume

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Gli indicatori di volume sono delle formule matematiche che vengono visivamente rappresentate nelle più comuni piattaforme di creazione di grafici.

Ogni indicatore utilizza una formula che risulta essere leggermente diversa e, pertanto, i trader dovrebbero trovare l’indicatore che funziona meglio per il loro particolare approccio al mercato. Gli indicatori di volume non sono molto popolari tra i trader, ma possono aiutare nel processo decisionale commerciale. Esistono molti indicatori di volume e adesso mostreremo quello più popolare.

Volume On-Balance

Il Volume On-Balance (OBV) è un indicatore semplice, ma efficace.

Partendo da un numero arbitrario, il volume aumenta quando il mercato si muove verso l’alto, il volume invece cala quando il volume si muove verso il basso.

Questo fornisce un totale parziale e mostra quali stock si stanno accumulando. Può anche mostrare divergenze, ad esempio quando il prezzo aumenta, ma il volume aumenta a un ritmo più lento o addirittura inizia a diminuire.

Indicatori di Momentum

Il Momentum è la misura della velocità o della velocità delle variazioni di prezzo. Nel libro “Analisi tecnica dei mercati finanziari”, John J. Murphy lo descrive così:

John J. Murphy

John J. Murphy

“Il momentum del mercato viene misurato considerando le differenze di prezzo per un intervallo di tempo prefissato.Per costruire una linea di momentum a 10 giorni, basta sottrarre il prezzo di chiusura di 10 giorni fa dall’ultimo prezzo di chiusura.Questo valore positivo o negativo viene quindi tracciato intorno ad una linea zero.

M = V – Vx

V è l’ultimo prezzo e Vx è il prezzo di chiusura x numero di giorni fa.”

RSI

Uno degli indicatori di Momentum principali migliori è considerato da tutti l’RSI. Questo indicatore è l’acronimo di “Relative Strength Index” e venne creato da J. Welles Wilder Jr. verso la fine degli anni 1970 all’interno dei “Nuovi concetti all’interno dei sistemi di Trading” (1978)

All’interno di un grafico, l‘RSI assegna al titolo un valore compreso tra 0 e 100. Una volta che questi numeri vengono dunque tracciati, gli analisti li confrontano con altri fattori, come i valori di “undersold” o “underbought”.

Per raggiungere la migliore valutazione, gli esperti generalmente classificano l’RSI all’interno di un arco temporale giornaliero invece che su base oraria. Tuttavia, a volte vengono indicati dei periodi orari più brevi per mostrare se può essere una buona idea fare un acquisto a breve termine.

Indicatori di Volatilità

Gli indicatori di volatilità misurano la velocità dei movimenti di prezzo. Ecco una lista degli indicatori di volatilità più importanti, come funzionano e come si calcolano.

Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger misurano due deviazioni standard sopra e sotto la media di 20 giorni e le linee di trama che rappresentano questi livelli su un grafico, assieme ad un ulteriore linea che possiamo trovare tra le due bande, che mostra la media mobile a 20 giorni. L’allargamento delle bande mostra una maggiore volatilità del mercato e il restringimento delle bande mostra una minore volatilità.

La volatilità all’interno del mercato azionario passa attraverso cicli di alta e bassa volatilità. Gli analisti ripongono molta attenzione sulla direzione del movimento del mercato quando c’è un forte aumento della volatilità come possibile indicazione del futuro andamento del mercato.

Indicatori di Ciclo

Questa ultima grande famiglia di indicatori, è senza dubbio quella più interessante e profittevole da attuare, ma anche la più difficile da capire.

La disciplina che regola gli indicatori di ciclo è essenzialmente la ciclicità degli avvenimenti. Questa tipologia di indicatore tecnico si prefigge quindi l’obiettivo primario di sfruttare la prevedibilità di un mercato che viene regolato da dei movimenti ricorrenti.

Possiamo quindi dire che gli Indicatori di Ciclo sono fondati dunque sull’idea che i mercati siano dominati da dei movimenti che risultano essere ripetuti nel tempo (e che dunque possono risultare essere leggibili in forma di pattern).

Teoria delle Onde di Elliot

Teoria delle Onde di Elliot

Teoria delle Onde di Elliot

Le onde di Elliot sono senza dubbio uno degli indicatori di ciclo più importanti che siano mai stati inventati fino ad oggi.

Ralph Nelson Elliott sviluppò la teoria delle onde di Elliott verso la fine degli anni ’20. Elliott pensava che i mercati azionari, che generalmente venivano considerati “caotici”, venissero scambiati in cicli che risultano essere “ripetuti” nel tempo.

Elliott propose dunque che i cicli di mercato derivassero dalle reazioni degli investitori alle influenze esterne oppure alla psicologia predominante delle masse al momento. Scoprì che le oscillazioni ascendenti e discendenti della psicologia di massa si presentavano sempre negli stessi schemi ripetitivi, che venivano poi divisi ulteriormente in schemi che chiamava “onde”.

Gli indici di Borsa

Per capire l’andamento generale di un mercato molto vasto, come ad esempio quello di tutta la Borsa Italiana, non viene usata l’analisi tecnica o quella fondamentale, ma gli “Indici” veri e propri, che sono una delle scelte più facili da consultare.

Gli indici azionari rappresentano la sintesi del valore di un paniere, ovvero un insieme di titoli azionari che rappresentano.

Le movimentazioni dell’indice sono quindi una media delle variazioni di prezzi dei titoli contenuti in esso. Durante gli anni sono state introdotte svariate metodologie di calcolo degli indici, tutte a seconda della ponderazione che viene attribuita alle azioni del paniere.

FTSE MIB

Il mercato dei derivati italiani (IDEM) negozia i derivati principalmente dell’indice FTSE (Indice di Borsa Italiana) che è di proprietà del Financial Times Stock Exchange (MIB).

L’indice FTSE MIB rappresenta l’indice di riferimento primario per quanto riguarda il mercato azionario italiano, che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione del mercato italiano e traccia 40 titoli azionari italiani.

I prodotti scambiati sull’IDEM comprendono i futures su indici FTSE MIB, mini futures FTSE MIB, futures su indici di dividendo FTSE MIB e molto altro ancora.

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