Guida

La storia della Borsa valori dalle origini fino ai tempi moderni

Ecco una guida completa che noi di InvestireInBorsa abbiamo dedicato alla storia della Borsa valori.

Una borsa valori (o mercato azionario) è un luogo fisico o virtuale dove gli investitori possono acquistare e vendere titoli azionari di società quotate in borsa. Il prezzo di ogni azione viene determinato dalla domanda e dall’offerta. Più persone vogliono acquistare azioni, più il prezzo sale. Al contrario, se la domanda diminuisce il prezzo di un’azione scende. 

Nel corso dell’articolo analizzeremo l’origine delle principali piazze finanziarie, con aneddoti e curiosità di grande interesse. Successivamente analizzeremo i mercati Borsistici più importanti dagli anni 2000 fino ai giorni nostri.

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    storia della borsa valori

    Le origini della Borsa valori

    Tutti si chiedono come e quando sia nata la Borsa, quella che tutti oggi conosciamo. Ebbene sì, la sua origine risale a molto tempo addietro quando la vita associativa e le nuove esigenze comuni implicavano una certa organizzazione, anche di natura economica.

    Si passò dal baratto, alla “valorizzazione” delle risorse monetarie e, quindi, alla nascita di una prima forma elementare di mercato finanziario. E stiamo parlando, pensate un po’, già dell’epoca dei Babilonesi, epoca in cui cominciò a diffondersi l’uso dei prestiti.

    Quindi, non è sbagliato dire che borsa, mercati ed istituzioni siano tra di loro strettamente collegati. In edifici certamente noti, come l’Agorà, il Forum, la Curia Mercatorum si cominciarono a snodare le prime relazioni valutarie, il cui prezzo veniva scambiato in termini di un altro contro-valore.

    Perché la borsa e mercati finanziari hanno fatto la loro comparsa più tardi? Per una semplice ragione: tra l’assalto dei barbari e sconvolgimenti vari, tutto quello che si era faticosamente costruito venne smantellato.

    Solo nel Medioevo ricominceranno a venir fuori, nuovamente, i pilastri dei mercati e, quindi della borsa. Tuttavia questi rudimenti saranno talmente disorganici che non vale la pena considerarli. Senza dimenticare che l’instabilità politica e l’assenza di chiarezza sui confini geo-politici incisero anche su una frammentazione valutaria che poneva anche in difficoltà i cosiddetti “cambiatori”.

    In sostanza, si faceva molta fatica a stabilire rapporti di equivalenza fra le varie valute, con conseguente stallo degli scambi commerciali.

    Leggi anche: come funziona la Borsa.

    Sviluppo delle Borse valori

    Le banche cominciarono a riaprire poi i battenti verso il 1600. Parliamo di nomi importanti come Monte Paschi di Siena, Banco di Napoli e così via.

    Molti usi che si svilupparono per le esigenze dei commercianti divennero la pratica di rito per le Borse di oggi. Basti pensare ai meccanismi contabili della compensazione delle partite di debito e di credito, fino al regolamento dei saldi. Ancora oggi questi sistemi vengono utilizzati in alcune borse al momento della chiusura o liquidazione mensile delle contabilità.

    Le borse cominciarono a nascere per accogliere le varie esigenze finanziarie che partivano proprio dall’amministrazione degli affari commerciali: rappresentavano una sorta di spazio o luogo definito in cui i vari mercanti si riunivano.

    Per dare un’idea degli anni in cui dobbiamo collocarne la nascita, la borsa di Amsterdam nacque nel 1608 e fu la prima piazza finanziaria in senso moderno, rispetto a quelle che enunceremo più giù.

    Ma perché si utilizza il termine “Borsa”? Da dove è nato? Ebbene, vi era una famiglia di natali veneziani che aveva come cognome Della Borsa. Questa famiglia si trasferì sin dal 1300 in Belgio, dove cominciarono a nascere le prime borse, proprio dal nome di questa famiglia, molto attiva nel campo.

    Ecco una breve lista, in ordine cronologico, di alcune Borse che nacquero in quegli anni:

    • 1531: Borsa di Anversa
    • 1548: Borsa di Lione
    • 1549: Borsa di Tolosa
    • 1556: Borsa di Rouen
    • 1571: Borsa di Bordeaux
    • 1563: Borsa di Parigi
    • 1564: Royal Exchange Londra (che nel 1773 diventò l’attuale Stock Exchange)
    • 1771: Borsa di Vienna
    • 1583: Borsa di Amburgo

    In realtà, ancor prima degli anni indicati, tali edifici venivano utilizzati come borse. Tuttavia, senza una specifica regolamentazione che negli anni indicati cominciò a diventare la caratteristica di tali mercati che divennero ufficiali agli occhi dei vari governi.

    Leggi anche: errori investire in borsa.

    Nascita della Borsa valori in Italia

    Quando fu la volta dell’Italia? Qui, la Borsa valori nella sua completezza (comprese le transazioni sui primi titoli azionari) fece più tardi il suo debutto dato che pagammo molto care le invasioni barbariche ed il nostro territorio riversava in condizioni sociali ed economiche molto critiche. Basti pensare che già da allora cominciammo ad avere i consueti astronomici livelli del debito pubblico.

    Quando venne promulgato il Codice di commercio francese (1807), fu la volta anche dell’Italia ma solo 50 anni più tardi. La borsa di Bologna venne fondata nel 1861 e man mano nelle varie città nacquero le borse valori.

    Che cosa si scambiava nelle prime Borse Valori Italiane? Le ferrovie dello Stato cominciarono ad emettere le prime azioni, e così abbiamo le prime azioni di sottoscrizione pubblica garantita e, a partire da queste, le varie industrie del settore fecero lo stesso. Vi erano, poi, dei mediatori tra Borsa e clienti. Si trattava, come erano chiamati allora, dei pubblici ufficiali di commercio che erano un po’ come i notai di oggi.

    Dobbiamo, però, aspettare fino al 1913 per le prime regolamentazioni nel settore borsistico. Lo Stato gradualmente intervenne disciplinando le regole di funzionamento delle borse.

    Inizialmente la Borsa non era un soggetto di diritti ma figurava come un pubblico servizio e le attività che vi venivano svolte erano molto limitate, dato che si stabilivano confini precisi all’operatività delle borse. Man mano si evolse verso strutture più complesse. Finalmente, nel 1974 nacque quella che oggi conosciamo come Consob.

    Quindi, la Borsa Valori nell’attuale complessa forma si è sviluppata piuttosto tardivamente in Italia e ha mostrato una grande capacità nel catturare le nuove esigenze della finanza coeva. Ecco perché non si capisce molte volte la titubanza a renderla più aperta alle esigenze di finanziamento se non nel garantismo e nelle varie forme di tutela che cercano di “spezzare” una lancia a favore dei risparmiatori.

    Ad oggi la Borsa di Milano è la più importante sul territorio nazionale, con l’indice Ftse-Mib a raccogliere le migliori 40 società per azioni nostrane.

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    Timeline dei principali eventi di Borsa

    Di seguito una cronologia con i principali eventi che hanno segnato la storia delle Borse valori:

    • Tardo 1400: la città Belga di  Anversa diventa il centro del commercio internazionale. In questa “piazza” i mercanti acquistano merci in anticipo, con l’idea di scongiurare l’aumento dei prezzi. Vengono riscontrate anche le prime negoziazioni di obbligazioni.
    • 1611: ad Amsterdam nasce il primo mercato azionario moderno. La Compagnia Olandese delle Indie Orientali è la prima società quotata in borsa e, per molti anni, è l’unica società con attività di negoziazione in borsa.
    • Fine del 1700: un sparuto gruppo di mercanti stipula l’accordo di Buttonwood Tree, con la finalità di comprare e scambiarsi azioni ed obbligazioni. Questa pratica, innovativa per l’epoca, darà vita alla Borsa di New York.
    • 1896: viene creato il Dow Jones Industrial Average che inizialmente comprendeva solo 12 componenti, principalmente società industriali.
    • 1923: la prima versione dello S&P 500 viene creata dalla società di Henry Barnum Poor, la Poor’s Publishing. Nel 1926 inizia a monitorare 90 titoli.
    • 1929: il mercato azionario statunitense crolla dopo il decennio dei “ruggenti anni ’20”. Sempre più  investitori avevano deciso di speculare in Borsa utilizzando la leva finanziaria, gonfiando i prezzi e causandone il crollo.
    • 1941: viene fondata la Standard & Poor’s quando la Poor’s Publishing si fonde con la Standard Statistics.
    • 1971: ha origine la National Association of Securities Dealers Automated Quotations, meglio nota come Nasdaq.
    • 2000: crollano i titoli tecnologici, a seguito di una bolla speculativa iniziata anni prima. Ci vorranno anni per tornare al livello pre-crisi.
    • 2008: Il mercato azionario crolla dopo il boom e il crollo del mercato immobiliare e la proliferazione dei titoli finanziari garantiti da ipoteca sulle case.

    Leggi anche: studiare la borsa.

    Legame tra Borsa valori ed economia

    Le borse sono collegate strettamente alla situazione economica dei paesi. L’abbiamo cominciato a vedere con il crollo della borsa di Wall Street (1929) e con gli effetti a catena delle successive bolle immobiliari.

    Basti pensare che la borsa di Tokyo, a partire dal 1991, e non stiamo parlando di molto tempo fa, cominciò a capitombolare. La discesa dell’indice Nikkei 225 fu talmente drastica da passare da quota 39.000 punti a quota 15.000 punti. Ancora oggi, quell’indice non è tornato ai livelli del 1991.

    Dobbiamo renderci conto di come non solo la Borsa sia un’istituzione antica e profondamente legata al passato, eppure in grado di compromettere tutti gli andamenti futuri dell’economia. Ecco perché sono cominciati a nascere i primi analisti di borsa che hanno cercato di individuare le correlazioni o le logiche nelle dinamiche di borsa, per fini di natura speculativa.

    La storia della Borsa valori nel periodo attuale

    Dopo questo interessante excursus temporale è giunto il momento di arrivare ai tempi recenti, con colossi come Wall Street che dominano il mercato finanziario globale.

    Quali sono le principali Borse Mondiali? Dopo gli anni 2000, l’equilibrio economico e finanziario viene influenzato dalle seguenti piazze finanziarie:

    • New York (Usa)
    • Shangai (Cina)
    • Francoforte (Germania)
    • Londra (Regno Unito)

    Ulteriori Borse valori sono pronte a salire alla ribalta, come quella Indiana o Brasiliana. Vedremo se nel prossimo decennio ci saranno cambi al vertice.

    Leggi anche: Forum di Borsa.

    Conclusioni

    Le Borse valori sono nate per venire incontro alle molteplici esigenze commerciali che si riscontrarono nel tempo. Partirono da strutture informali per poi diventare mediatori di Stato, sino ad evolversi gradualmente ed in anni molto vicini agli attuali verso strutture ben più complesse di quelle originarie.

    Di certo, proprio perché le Borse sono nate tardi, sono rimasti ancora molti gli aspetti controversi da prendere in mano per assicurare la funzionalità primaria: generare l’incontro tra le esigenze del sistema produttivo ed industriale ed i mercati finanziari. Il tutto senza per forza passare tramite le banche che possono trovare difficoltà ad assistere le imprese nel loro sviluppo, visti i vincoli di bilancio che sono tenute a rispettare.

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    Leggi anche:

    FAQ

    Quando è nata la prima Borsa valori?

    Recenti studi affermano che la prima Borsa valori è stata istituita a Venezia nel 1600, per mano della famiglia Della Borsa.

    Quale Borsa valori è la più capitalizzata?

    Ad oggi la più grande in termini di capitalizzazione è la Borsa di New York.

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