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Intesa Sanpaolo: come cambia la banca, tra pericoli di contendibilità e crescita assicurativa

Il mondo delle banche cambia, e Intesa Sanpaolo – prima banca in Italia – non è certamente estranea a questi mutamenti, anzi. A conferma di ciò, si possono leggere e ascoltare con particolare interesse le parole del CEO Carlo Messina, che si è recentemente esposto durante la presentazione della nuova sede assicurativa del gruppo, elaborando alcune affermazioni ben condivisibili.

Stralci di una visione evidentemente consolidata sul comparto creditizio e assicurativo internazionale, che non mancheranno di future riprese.

Eurizon: nessuna vendita della sgr

Nel lungo elenco di spunti di interesse, cominciamo dal mondo Eurizon, la società di gestione del risparmio del gruppo Intesa Sanpaolo. Negli scorsi giorni la stampa si era soffermata sulla possibile operazione di cessione di una quota di partecipazione del 10-20% della sgr al gruppo americano Blackrock. Operazione che tuttavia è stata smentita da Messina per lo meno nella parte legata alla vendita, ma non per quella legata a possibili intese internazionali di sviluppo.

Vendere Eurizon è una fake news” – ha commentato il top manager di Intesa Sanpaolo, per poi rilanciare l’intenzione di “crescere, non ridurre”. Nessuna esclusione categorica sulla presenza all’orizzonte di qualche colosso globale, considerato che è lo stesso CEO ad ammettere che in un progetto di crescita, quale quello che si vuole perseguire per Eurizon, c’è anche la possibile alleanza con un grande operatore internazionale sul fronte dell’asset management. Blackrock, dunque, non sembra essere evidentemente escluso a priori dal novero di potenziali partner, ma in ogni caso il suo non sarebbe un ingresso in capitale, ma si tratterebbe di una “alleanza” di sviluppo strategico. Se così fosse, però, è anche vero che il nome di Blackrock potrebbe apparire sbiadito nel novero di potenziali partner.

Lo stesso Messina ha poi rammentato come in una eventuale operazioni, la condizione sarebbe comunque quella di disporre di una maggioranza per “difendere il risparmio degli italiani, non come hanno fatto altri”. Su tale affermazione non sono stati pochi gli analisti che, in modo critico, hanno voluto leggere un attacco al rivale Unicredit, che ha ceduto Pioneer ad Amundi.

Elezioni anticipate, un rischio che costa caro

Di identico interesse sono poi state le dichiarazioni di Messina sul futuro scenario politico. “Le elezioni ad aprile? Sarebbero una cosa pericolosissima” – afferma il banchiere, e capire le motivazioni di tale preoccupazione non è certo difficile. I mercati finanziari (lo hanno dimostrato anche durante i tempi della formazione del governo Conte) non amano le incertezze, “soprattutto se hai creato rottura nella percezione del rischio Paese”.

Sui pericoli concreti di quel che potrebbe accadere in caso di crisi dell’esecutivo, Messina si è espresso in modo molto chiaro, rammentando come non molto tempo fa la banca capitalizzasse 53 miliardi di euro, quale terzo istituto di credito in Europa per valore complessivo, e come oggi il valore sia già sceso a 43 miliardi, con “retrocessione” al ruolo di quinta banca del vecchio Continente.

Si è ridotta anche la nostra forza relativa in Europa. Nel mondo delle banche internazionale conta il valore che tu hai o il tuo grado di difendibilità nel caso ti vogliono acquisire. E’ ovvio che se scendi a 33 miliardi sei contendibile nel contesto europeo” – ha ammesso il top manager, che ha voluto tuttavia spezzare una lancia in favore del sistema Paese e del nuovo ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Il banchiere ha infatti ammesso che il Paese è “fortissimo”, e che i “fondamentali sono a posto”. Per quanto concerne Tria, il riscontro del CEO è positivo, ma non manca una piccola lamentela, quando viene ricordato che parole così chiare sui conti pubblici e sul debito avrebbero dovuto essere pronunciate un mese fa (“avrebbe evitato la salita dello spread e il crollo in Borsa”).

Sul fronte del futuro, Messina lancia un chiaro auspicio. “Non bastano però dieci giorni di buone dichiarazioni” per poter rassicurare i mercati, poiché i mercati necessitano di certezze. In ogni caso, bisognerà aspettare ancora qualche mese: giusto il tempo di lavorare sulla nuova manovra finanziaria e garantire certezze sul fatto che non si vada ad elezioni nell’aprile 2019.

Assicurazioni, Intesa Sanpaolo lancia l’attacco a Generali

Quasi contestualmente alle dichiarazioni di Messina, sono arrivate alle agenzie di stampa anche quelle di Gan Maria Gros-Pietro, presidente della banca, che ha aperto i lavori della giornata “Obiettivo Protezione; le nuove prospettive dell’assicurazione”, nella quale si è tenuta l’inaugurazione del polo assicurativo del gruppo bancario, con sede nel capoluogo piemontese.

Gros-Pietro ha dichiarato che l’istituto ritiene di poter diventare uno dei maggiori operatori italiani assicurativi, e che per questo business la scelta di Torino quale sede è stata “una scelta naturale”. Ma quanto c’è di vero nell’auspicio da leader di Intesa Sanpaolo? A guardare i numeri e la forte crescita dei numeri, molto.

Stando ad Ania, la raccolta premi delle prime dieci compagnie assicurative vede Intesa Sanpaolo già al 15,03%, poco dietro Generali con il 15,17% e davanti a Poste Vita con il 13,36%. Una crescita impetuosa, quella della banca, che è stata conseguita quasi interamente per forze “interne”: i mal pensanti (o ben pensanti, a seconda di come la riteniate) sostengono che Intesa Sanpaolo abbia scelto la strada della crescita con risorse aziendali, non esterne, dopo aver cercato inutilmente di acquistare Generali lo scorso anno, e che quindi questa erosione delle quote di mercato ai danni dei concorrenti sia una sfida diretta proprio all’ex target.

A proposito di crescita interna, le idee della banca sono chiare: Gros-Pietro ha rammentato che i punti di forza del gruppo sono tre, e che tra i dessi, in primis, ci sono proprio le reti di distribuzione. In tal senso, il gruppo ha in mente di assumere 500 persone entro il 2021, da destinare alla bancassicurazione, e di formare fino a 30 mila colleghi entro l’anno.

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