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Trimestrale MPS, la banca torna finalmente al profitto

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Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) è tornata in una condizione di profitto con la prima trimestrale 2018, principalmente in virtù di una ritrovata efficienza dei costi e della riduzione delle perdite da crediti. Inoltre, dai documenti e dalle dichiarazioni dei vertici societari emerge come il processo di de-risking sia stato confermato essere sulla buona strada, e che stia procedendo con un ritmo più spedito di quanto originariamente previsto.

Il management MPS considera il 2018 come il primo anno di attività dopo il piano di salvataggio, con l’obiettivo di recuperare gradualmente la redditività. Il primo trimestre 2018 ha insomma mostrato dei dati piuttosto solidi e positivi, ma è chiaro che la ripresa processo di sostenibilità richiederà tempo, anche a causa dei vincoli del piano di ristrutturazione stabilito dalle autorità di regolamentazione.

Complessivamente, però, finalmente qualche buona notizia in casa senese, con gli analisti che hanno mediamente accolto in termini positivi quanto dichiarato dai vertici della banca. La prudenza delle raccomandazioni sembra essere influenzata (anche) dall’incertezza sull’attuale scenario politico e dalle potenziali ricadute sul processo di ristrutturazione delle banche, ma qualcosa sembra finalmente muoversi nella tormentata storia dell’istituto toscano.

I principali risultati del trimestre MPS

Come anticipavamo in apertura di questo approfondimento, MPS è tornata al profitto nel primo trimestre 2018, registrando un utile netto di 188 milioni di euro e, dunque, superando significativamente le stime di consenso del mercato (che invece puntavano a una perdita di 11 milioni di euro), e migliorando nel contempo la perdita di 169 milioni di euro conseguita nel primo trimestre 2017 e soprattutto la perdita di 502 milioni di euro nel quarto trimestre 2017.

A livello operativo, si noti come tale recupero della redditività su base annua sia sostenuto principalmente da minori costi operativi (-8,7% anno su anno) e da minori accantonamenti per perdite su crediti (55,5%), mentre i ricavi erano ancora in una tendenza al ribasso (-6%). Detto questo, si noti positivamente che sia i margini da interesse sia le commissioni siano aumentati rispetto al 4 ° trimestre17 (+ 1,7% su base trimestrale e + 11,9% su base trimestrale, rispettivamente). Il rapporto costi / ricavi è diminuito di 1,9 punti su anno al 65,3% e che il costo del rischio (annualizzato) è diminuito di 59 punti base su base annua a 61 punti base.

In termini organizzativi, i dipendenti sono 23.423 dipendenti (in calo di 40 unità rispetto a fine 2017) e le filiali sono 1.597 (in diminuzione di 148 unità).

La situazione dei crediti MPS

Alla fine del primo trimestre18 i prestiti alla clientela sono risultai in aumento, principalmente a causa dei mutui, che possono beneficiare di nuovi flussi più elevati. MPS ha segnalato altresì una quota sul mercato dei finanziamenti pari al 6,51% a gennaio 2018 (vs 6,59% a luglio 2017). Per quanto riguarda la qualità degli asset (dati che non includono la cartolarizzazione di crediti in sofferenza da 24,1 miliardi di euro già classificata tra le attività destinate alla vendita), gli NPE lordi sono diminuiti dell’1,6% da inizio anno, mentre il grado di copertura è migliorato di 6,8 punti da inizio anno al 55,4%, di cui il 69,3% (+ 7,1 punti percentuali) su crediti in sofferenza, a causa dell’IFRS9 FTA. Nel complesso, gli NPE netti sono diminuiti del 14,7% da inizio anno, in calo di 2 punti percentuali fino al 9,9% in rapporto ai prestiti, di cui il 2,9% relativo alle sofferenze.

Capitalizzazione MPS

Il rapporto CET1 fully-loaded è stato pari all’11,7% (dal 14,2% di fine 2017), con impatto negativo dell’IFRS9 FTA (-1,4 miliardi di euro, che entreranno gradualmente nell’arco di 5 anni), pur non includendo i potenziali benefici derivanti dalla DTA fuori bilancio (2,1 miliardi di euro). Questi ratio sono comunque al di sopra degli obiettivi STERC CET1 per il 2018 all’8,63% transitorio e al 10,3% fully-loaded.

Previsioni 2018 MPS

Il management di MPS guarda al 2018 come al primo anno di attività dopo il piano di salvataggio, con l’accento sulla crescita dei prestiti e dei ricavi. Sul fronte dell’efficienza, dovrebbe beneficiare della riduzione dei costi, innescata dalle uscite del personale (1.800 uscite sulle 4.800 di target entro il 2021) e delle chiusure di filiali (435 filiali chiuse su 600 da target 2021).

I vertici societari hanno anche dichiarato di volersi concentrare sulla riduzione degli NPE, mentre la qualità delle risorse e il costo del rischio dovrebbe gradualmente stabilizzarsi. I coefficienti patrimoniali dovrebbero essere penalizzati dal componente della BCE su RWA relativi agli NPE (impatto di 4-5 miliardi di euro).

Cartolarizzazione MPS

MPS ha annunciato (10 maggio 2018) il completamento della cartolarizzazione di 24,1 miliardi di crediti inesigibili (lordi), tramite il sistema GACS, mediante 2,9 miliardi di tranche senior con garanzia statale IG  e tranche unitarie prive di rating di 848 milioni di euro vendute nel dicembre 2017 all’ex Fondo Atlante. Inoltre, sono previsti 565 milioni di euro di tranche junior non classificate con earnout a favore di MPS vendute al 95% allo stesso Fondo dopo aver ottenuto il GACS sulle parti senior, che MPS si aspettava per la fine di maggio. Il il deconsolidamento del portafoglio è atteso entro il primo semestre 2018, come da programma.

Raccolta e liquidità

Chiudiamo infine con uno sguardo alla raccolta diretta, sostanzialmente stabile rispetto ai dati 2017, grazie all’incremento di conti correnti e depositi vincolati (+ 3 miliardi o 5% da inizio anno e + 11 miliardi o 14% su base annua rispettivamente) mentre le obbligazioni in circolazione hanno continuato a seguire la tendenza al ribasso anche nel primo trimestre 2018. La quota di mercato dei depositi dei clienti di MPS era dunque pari al 3,71% a gennaio 2018 (rispetto al 3,96% a luglio 2017).

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