Guida

Che cosa è un indice azionario?

Gli indici azionari sono appositi valori utilizzati per registrare l’andamento generale di un predeterminato numero di titoli azionari, inseriti in un paniere comune o circoscritto. I movimenti dell’indice vanno ad indicare, con passare del tempo, il valore dei titoli contenuti nel portafoglio. Sono numerose le metodologie adoperate per effettuare il calcolo degli indici. Variano a seconda del tipo di analisi che viene assegnata alle azioni presenti all’interno del paniere.

A tal riguardo occorre distinguere tra Indici equally weightedIndici price weightedIndici value weighted ed Indici di sostenibilità. Gli Indici equally weighted si mettono in mostra per l’equivalenza di tutti i fattori di analisi di tutti i titoli che vanno a formare l’indice. In pratica tutti i titoli dell’indice hanno un identico peso, è ininfluente il livello di capitalizzazione delle società incluse.

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Tipologie di indici azionari

Gli Indici price weighted sono caratterizzati da un valore assegnato ad ogni titolo in base al suo prezzo. Questo significa che se il prezzo di un dato titolo cresce in misura maggiore di altri, ecco che la sua importanza (ed il suo peso) aumentano all’interno dell’indice. Il conteggio è molto semplice da attuare, poiché il loro valore viene dato dalla somma dei prezzi dei titoli che vanno a formare l’indice. Un evidente svantaggio è dato dal fatto di non riflettere in modo corretto l’andamento dell’intero portafoglio, in quanto vengono meglio rappresentati i titoli con maggiore valore, qualunque sia il numero di azioni presenti all’interno del proprio paniere.

Gli Indici value weighted a differenza di quelli esaminati in precedenza, si mettono in mostra in quanto il peso di ogni titolo è proporzionale alla rispettiva capitalizzazione di borsa. Ne consegue che gli indici saranno rettificati in occasione di qualsiasi operazione societaria, come ad esempio il pagamento di dividendi straordinari, l’assegnazione gratuite di azioni, nuove emissioni di titoli a pagamento e via di seguito. Infine abbiamo gli Indici di sostenibilità. Di derivazione anglosassone, sono tra i più popolari e vanno a pesare su ciascun titolo in base a principi economici e di grandezza.

Fra le precedenti quattro categorie, si evince facilmente che la maggior parte degli indici mondiali vengono calcolati secondo la metodologia value weighted. Proprio fra questi, sono da segnalare gli statunitensi S&P 500 e Nyse Composite, mentre con riguardo al nostro paese, il FTSE MIB. Rientrano in questa categoria anche il FTSE 100 della Borsa di Londra, il CAC 40 di Parigi, il DAX 30 di Francoforte ed il Topix in Giappone. Sono compresi invece nella categoria degli indici price weighted, fra i più celebri, il Dow Jones americano (l’indice di borsa più antico della storia) e l’indice asiatico del Nikkei 225, in Giappone.

Un’altra classificazione che va fatta per gli indici azionari, è quella relativa in base al comparto industriale a cui si riferiscono i titoli contenuti nel portafoglio. Un esempio su tutti, gli indici Stoxx settoriali. Altra distinzione può essere effettuata in base alla zona geografica di appartenenza. A tal riguardo segnaliamo gli indici MSCI. Per quanto riguarda le tipologie di calcolo, occorre sottolineare che quasi tutti gli indici vengono determinati tenendo conto del puro prezzo di mercato, il cosiddetto price index. Bisogna comunque evidenziare che tale tipologia di misurazione non è in grado di rispecchiare in modo corretto la realtà, poiché non viene presa come riferimento la totale remunerazione che le singole società distribuiscono ai propri azionisti, ma soltanto il capital gain, ovvero la differenza in conto capitale.

Ne consegue che i dividendi non vengono considerati, ed il giorno in cui avviene lo stacco della cedola, i titoli registrano una svalutazione nominale che teoricamente dovrebbe essere uguale al dividendo erogato. Un indice che si basa soltanto sui prezzi di Borsa va a registrare in ogni caso un ribasso, tanto più elevato quanto maggiore risulta essere il dividendo. È evidente che un evento che appare come negativo risulta essere invece vantaggioso per gli investitori.

Proprio per tale motivo sono sempre più diffusi gli indici total return, il cui calcolo tiene in considerazione sia dello stacco che del reinvestimento dei dividendi e di operazioni analoghe derivanti dal possesso dei titoli.

Come investire sugli indici azionari

Investire su un indice azionario significa scommettere sull’andamento dell’economia di un Paese intero o di un settore specifico. E’ un modo estremamente intelligente per operare, visto che si possono trascurare le storie delle singole aziende che fanno parte dell’indice e ci si può concentrare, invece, su alcuni dati generali. E’ importante sottolineare come investire sugli indici sia particolarmente adatto a coloro che hanno meno esperienza. Di fatto, molti principianti della Borsa trovano sorprendentemente facile investire sugli indici.

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