Poste Italiane

Chi non conosce Poste Italiane? Tutti vanno regolarmente in uno dei tanti uffici sparsi sul suolo Italiano, ma avete mai pensato di investire nelle azioni Poste Italiane? È molto semplice, ma prima di iniziare, vorremmo parlarvi delle Poste Italiane, il profilo aziendale, i numeri e gli obiettivi futuri della società.

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Poste Italiane in numeri

Poste Italiane è l’azienda di servizi più grande del paese. Grazie ai 14 mila uffici postali sparsi in tutto il mondo, le Poste Italiane operano con il difficile obiettivo di garantire servizi e soluzioni futuristiche a tutti i cittadini, alla pubblica amministrazione ed alle aziende.

L’ultimo ventennio è stato fondamentale per l’evoluzione di Poste Italiane, che ha costruito un sistema integrato di piattaforme e reti, per affiancare i servizi postali anche prodotti di telefonia mobile, finanziari, assicurativi.

Il mercato postale è stato completamente liberalizzato, e proprio in coincidenza con questo, il Gruppo Poste Italiane e i suoi 152 mila dipendenti, hanno come obiettivo offrire in maniera sempre maggiore servizi e prodotti sempre più diversificati, con una grande valorizzazione dei canali commerciali, ed anche sotto il punto di vista dell’organizzazione. Anche durante un periodo di recessione come questo, Poste è riuscita a mantenere un titolo azionario in rialzo negli ultimi tempi.

Poste Italiane, può vantare un tasso di redditività ai massimi del settore europeo. La gamma di prodotti commerciali è stata ampliata con una serie di oltre 300 prodotti per oltre 32 milioni di clienti, tra cittadini, imprese e pubblico.

Poste Italiane Storia

Nel 1862, Poste inizia le sue attività ereditando l’assetto di Poste di Sardegna, il servizio di spedizione delle lettere e corrispondenza del Regno di Sardegna. Dopo l’unità d’Italia, le poste inglobarono le varie aziende di servizi postali. Vengono dunque, già nel 1875, istituite le casse di risparmio postale, i genitori del Bancoposta.

Con l’arrivo della prima guerra mondiale, e con la creazione dei francobolli e cartoline, i servizi postali divennero celebri tra la popolazione, permettendo quindi alle Poste di espandersi alla posta aerea, operata in contiguità al servizio di posta militare.

Durante il ventennio fascista, il Ministero delle Poste e Telegrafi diventò il Ministero delle Comunicazioni, diventando un centro di potere di primaria importanza, grazie anche alla censura e controllo dei cittadini. Vennero realizzati nuovi palazzi, e strutture logistiche sorsero in diversi capoluoghi di provincia.

Con il conflitto mondiale, le poste aumentarono le loro operazioni finanziarie, aumentando dunque i servizi per il risparmio, con libretti, emissioni di titoli, e guadagnando a scapito delle banche, tutte le riscossioni dallo stato. Nel 1967 viene introdotto il Codice di Avviamento Postale (CAP), che accelera dunque il sistema logistico, a causa dell’aumento dei volumi della corrispondenza.

Negli anni 90 c’è una vera e propria trasformazione in società per azioni da parte di Poste Italiane. Nel 1986 i costi del personale assumevano il 93% delle entrate dell’azienda. La produttività per addetto dal 1970 al 1985 era calata del 24%, e la qualità dei servizi era sempre di più calata. Negli anni 90 infatti la corrispondenza veniva recapitata in 1 giorno per l’80% delle volte, mentre in italia la quota era inferiore al 20%: nel 1989 il tempo medio di consegna della corrispondenza era di 8,5 giorni.

Nel 2000 viene acquisito il 20% di Bartolini, attraverso la controllata (al 100%) SDA Express Courier, formando il Consorzio Logistica Pacchi per lo smistamento dei pacchi sul suolo nazionale. Nel 2005 la quota di Bartolini viene venduta.

Dal 2002 arriva Massimo Sarmi alla guida dell’azienda, confermato per tre volte nel 2005, 2008 e 2011. Viene creata una strategia basata sulla modernizzazione dell’infrastruttura tecnologica e logistica, con un ampliamento sostanziale dell’azienda. Sotto la guida di Sarmi, l’azienda chiude i bilanci in utile per un decennio, con profitti al rialzo. Arriva PosteMobile per le telecomunicazioni (prima azienda postale in italia ad entrare nelle telecomunicazioni), PostaCertificat@, Sportello Amico e, alla fine del 2003, Postepay, un vero e proprio successo a livello nazionale.

Vengono offerti anche i servizi BancoPostaClick (online), e il conto BancoPostapiù, e il conto base per i servizi e prodotti finanziari, tra cui: prestiti, fondi comuni d’investimento, prestiti, che vanno a sommarsi ai classici libretti di risparmi e buoni fruttiferi postali. Poste Vita permette anche di sottoscrivere svariati prodotti assicurativi.

Nel 2011, il servizio postale viene liberalizzato in gran parte nei paesi UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Slovenia e Spagna.

Poste Italiane Azioni, l’arrivo a Piazza Affari

Dal Maggio del 2014, alla direzione dell’azienda ci sono Luisa Todini (presidente) e Francesco Caio, che portano l’azienda a continuare al meglio con il “servizio universale”, ovvero i servizi essenziali di consegna lettere e pacchi ad un prezzo controllato, e a scendere in borsa il 27 ottobre del 2015 con il simbolo PST, controllata da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze al 60%, con un flottante di poco meno del 40%, e una capitalizzazione di 8,816 miliardi di euro, a 6,75 euro per azione nel giorno dell’Offerta Pubblica Iniziale, conclusasi con successo con una richiesta parti a 3,3 volte il quantitativo offerto.

Da fine 2015, Poste fa parte dell’indice FTSE Mib. Il FTSE MIB (acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) è il più importante indice azionario della Borsa italiana. È l’indice che contiene di norma, tranne eccezioni, le azioni delle 40 società italiane ed estere quotate maggiormente capitalizzate sui mercati gestiti da Borsa Italiana. Questo significa dunque che le azioni di Poste Italiane sono tra le più importanti in Italia, e tra le migliori 40.
Società possedute da Poste Italiane:

  • Poste Energia S.p.A.: 100%
  • PosteMobile S.p.A.: 100%
  • PosteShop S.p.A.: 100%
  • Poste Tributi S.c.p.A.: 70%
  • PosteTutela S.p.A.: 100%
  • Poste Vita S.p.A.: 100%
  • Postecom S.p.A.: 100%
  • Postel S.p.A.: 100%
  • SDA Express Courier S.p.A.: 100%
  • Poste Assicura S.p.A.: 100%
  • BancoPosta Fondi S.p.A. SGR: 100%
  • CLP S.c.p.A.: 51%
  • Consorzio per i Servizi di Telefonia Mobile S.c.p.A.: 51%
  • Europea Gestioni Immobiliari S.p.A.: 55%
  • Banca del Mezzogiorno - MedioCredito Centrale S.p.A.: 100%
  • Mistral Air S.r.l.: 100%

Poste Italiane Dati Finanziari

Poste italiane dati finanziari

Annualmente, i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono in aumento, la posizione finanziaria netta è in fase stabile. Il patrimonio complessivo netto è in costante aumento.

grafico azioni poste italiane

Le azioni di Poste Italiane hanno finalmente passato la barriera psicologica dei 6,75 euro per azione, livello sul quale furono collocate nell’Ottobre del 2015. Dopo una discesa che ha portato le azioni di PT ad un crollo del 25%, siamo finalmente a break-even, dopo una pressione prolungata sull’indice principale. Il primo trimestre del 2016 per poste italiane, ha chiuso con una nuova crescita dei ricavi e dei margini.

Perché e come investire in Poste Italiane

Con ricavi pari a 9,759 miliardi di euro, siamo senza dubbio di fronte ad un portento che deve gran parte della sua crescita alla sua attività assicurativa. La crescita di Poste Vita è senza dubbio uno dei motivi per i quali investire in Poste Italiane (ricavi del settore sono infatti al +20% rispetto al trimestre dello scorso anno).

I timori rimangono però: ha fatto paura a molti investitori il possibile intervento di Poste nel riassetto del sistema bancario italiano. Sono anche molte le voci circa il possibile acquisto di Monte dei Paschi di Siena da parte di Poste.

Ricordiamo inoltre che Poste Italiane è fortemente influenzata dai BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e quindi anche dai relativi spread, che come sappiamo sono estremamente gonfiati, a causa del Quantitative Easing di Mario Draghi.

Tuttavia, Poste Italiane, si rivela ancora un porto sicuro per chi vuole investire, con grandi prospettive di crescita e con un lauto dividendo di 0,34€ per azione.

Consigliamo caldamente l’investimento nelle azioni di Poste Italiane, estremamente semplificato grazie al broker Plus500, che permette di investire sia al rialzo, che al ribasso, sulle azioni di Poste Italiane. È molto semplice, basta registrarsi cliccando qui, connettersi attraverso la pagina del webtrader o l’app iOS/Android, e scrivere “Poste Italiane” nella barra di ricerca. Plus500 è un broker sicuro, affidabile, onesto, autorizzato e regolamentato in tutta Europa. Qui puoi trovare la nostra recensione di Plus500.
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