Azioni

Comprare azioni Vivendi: Guida completa

Vivendi S.A. è una società attiva nel campo dei media e delle comunicazioni nata in Francia che gestisce la pay tv Canal + Harvas, Universal Music Group e il gruppo editoriale Editis.

La società è inoltre azionista di TIM, di cui detiene il 23,68% delle quote e di Mediaset, di cui detiene il 28,8% delle quote.

Vivendi è quotata all’Euronext di Parigi, nell’indice CAC40 e la sua sede principale si trova proprio nella capitale parigina.

La Tv e i nuovi media sono parte integrante della nostra società, ma le azioni di questo settore non sono ancora particolarmente apprezzate come investimento. Ma, attenzione! I titoli dei leader del settore sono in realtà accessibili al trading online, quindi le azioni possono essere vendute o acquistate dai privati, che possono ottenere degli ottimi guadagni.

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    Buona lettura!

    Comprare azioni Vivendi La storia

    Le origini

    Prima di iniziare a parlare della storia di Vivendi dobbiamo fare una piccola premessa: la sua nascita, infatti, è legata alla Compagnie Générale des Eaux, creata il 14 dicembre del 1853 per un decreto imperiale di Napoleone III.

    Nel 1854 l’azienda ha ottenuto la concessione per fornire l’acqua pubblica a Lione, servizio che sarà garantito per oltre 100 anni.

    La stessa concessione è stata affidata alla CGE per Parigi (1861), Venezia (1880), Costantinopoli (1882) e Porto (1883) e per più di un secolo l’attività è rimasta legata al settore idrico.

    Guy Dejouany diventa il CEO del gruppo nel 1976, ampliando i settori di attività e di interesse della società.

    Così, dal 1980, iniziano i servizi dedicati alla gestione dell’energia, dei rifiuti, dell’edilizia e del trasporto, acquisendo inoltre la Compagnie Générale d’Entreprises Automobiles, specializzata nei veicoli industriali.

    La stessa sorte è toccata a Montenay e alla Compagnie Générale de Chauffe, acquisite e poi trasformate nella divisione Servizi Energetici, ribattezzati nel 1988 con il nome di Dalkia.

    La svolta arriva nel 1983, con la creazione del primo canale a pagamento in Francia, Canal+, espandendosi poi nell’ambito delle telecomunicazioni e dei mass media.

    Il 27 giugno del 1996 il ruolo al vertice passa nelle mani di Jean-Marie Messier grazie al quale è stato creato Neuf Cegetel, approfittando della liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni in Francia avvenuto nel 1998.

    La creazione di Vivendi

    A ottobre del 1997 la CGE cambia il suo nome in Vivendi e può contare su due poli di attività, ovvero ambiente e comunicazione:

    • Vivendi Communication, che si occupa delle divisione comunicazione e comprende Cegetel (principale operatore privato di telecomunicazioni), Havas (agenzia di marketing, comunicazione e media) e Gamelof (editoria, videogiochi e Canal+)
    • Vivendi Environnement, che si occupa della divisione ambiente e comprende Générale des Eaux, Dalkia, CGIS e SGE insieme a CBC

    Alla fine degli anni ’90 Vivendi decide di vendere tutte le attività tradizionali e di concentrarsi sui media, espandendosi: nel 1999 rileva Pathé, mantenendo le quote di British Sky Broadcasting,  CanalSatellite e rivendendo il resto alla Fornier.

    La sua espansione continua comprando delle quote di Maroc Telecom, Cendant Software, Anaya e NetHold e lanciando, grazie a Canal+, la pay-tv in Italia, Spagna, Scandinavia, Paesi Bassi, Belgio e Polonia.

    Nello stesso anno viene fondata la Vivendi Universal Entertainment, dalla fusione tra Vivendi, il network tv Canal+ e gli Universal Studios, casa di produzione cinematografica di proprietà della Seagram.

    L’azienda acquista nel 2001 la Houghton Mifflin, casa editrice americana, e la MP3.com ed è proprio grazie a questi avvenimenti che Havas viene rinominata Vivendi Universal Publishing diventando editore mentre, nel 2002, la Universal Interactive diventa la Vivendi Universal Games.

    La divisione ambientale, quotata alla borsa di Parigi dal 2000, viene abbandonata definitivamente a luglio del 2006.

    La crisi societaria di Vivendi

    Nel luglio del 2002 il CEO Messier si deve dimettere mentre la Vivendi Universal perde 1 miliardo di dollari al mese.

    La famiglia di Edgar Bronfman Jr, il più grande singolo azionista, annuncia nel 2003 una perdita contabile di 23 miliardi di euro, con un indebitamento pari a 12,3 miliardi di euro.

    Per evitare la bancarotta la società, guidata dal 2002 da Jean-René Fourtou, vende la Vivendi Universal Publishing a Lagardère SCA, consentendo di acquisire delle quote del Gruppo BT in Cegetel, diventando quindi azionista di maggioranza di SFR, operatore mobile.

    Negli anni successivi vengono smantellate la Vivendi Universal Net (2003), con la cessione delle quote Vizzavi a Vodafone , e la Vivendi Environnement e vengono vendute la maggior parte delle attività internazionali di Canal+.

    Cede inoltre l’80% di Vivendi Universal Entertainment e i suoi interessi in Monaco Telecom, Sporfive, Kencell, Newsworld International a Joel Hyatt e Al Gore.

    Re-start

    Nel 2006 Vivendi Universal diventa Vivendi SA e inizia il suo nuovo cammino, rafforzandosi nell’ambito della televisione, delle telecomunicazioni, dei videogiochi e della musica.

    Nello stesso anno viene annunciata l’acquisizione della BMG, etichetta discografica ribattezzata in Universal Music Publishing Group.

    Grazie all’apertura di diverse linee di credito bancarie, Vivendi controlla nel 2007 il 68% della società di videogiochi Activision Blizzard e, nello stesso anno, rileva l’attività di Tele 2 France su internet.

    La società Activision Blizzard diventerà presto leader del suo settore grazie ai videogiochi Call of Duty e World of Warcraft, che nel 2010 le renderanno 3330 miliardi di euro.

    Vodafone, nel 2011, vende le sue quote della rete mobile SFR a Vivendi, che assume quindi il totale controllo sull’azienda e, nello stesso anno, acquisisce con UMG la EMI Group, rafforzando la sua presenza nel panorama discografico con il 38,9% della quota di mercato globale in suo possesso.

    La filiale Parlophone dovrà poi essere venduta alla Warner Music, come richiesta delle autorità garanti della concorrenza.

    Vivendi continua la strategia di rifocalizzazione dell’attività concentrandosi sui media e, nel 2019, il gruppo detiene il 28,8% di Mediaset e il 23,94% di Telecom.

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    Comprare azioni Vivendi Modello di Business

    Vivendi è una SA, ovvero una società anonima, denominazione con cui gli ordinamenti giuridici vigenti in molti paesi del mondo definiscono una società di capitali, per la precisione quelle società di capitali che hanno una frammentazione azionaria talmente ampia del pacchetto sociale da essere considerate di fatto anonime, cioè non riconducibili a una proprietà unica e stabile.

    Una società anonima possiede un’autonomia patrimoniale perfetta , ovvero di una personalità giuridica propria, che è distinta da quella dei soci, responsabili solo sul capitale effettivamente versato o sottoscritto.

    L’attuale CEO vivendi è il giornalista e manager 64enne francese Arnaud de Puyfontaine, eletto a giugno del 2014.

    Il gruppo è quotato alla borsa di Parigi, nell’indice borsistico nazionale CAC40 e la sua sede principale si trova proprio nella capitale francese.

    Attualmente Vivendi è leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni e dei media. La stragrande maggioranza del suo volume d’affari deriva da Internet e dalla telefonia mobile, ma sono molto importanti anche i profitti derivati dai media stessi.

    Inoltre, lo sviluppo di diverse attività sul mercato internazionale le ha permesso di avere un’importante presenza in Nord America, Europa e in tutto il mondo, sebbene il volume d’affari sia perlopiù prodotto in Francia.

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    Azioni Vivendi Quotazione e Prezzo in tempo reale

    Comprare azioni Vivendi Partner e Competitors

    Il nome del gruppo Vivendi è tra i più importanti a livello mondiale nel settore delle telecomunicazioni e dei media.

    Grazie a una rete solida e a un volume d’affari miliardario, Vivendi deve battersi contro pochi avversari, mentre può fare leva su tante ed importanti partnership.

    Vediamo ora quali sono:

    Partner

    • Havas
    • Fnac
    • Orange
    • Villes des Musiques du Monde
    • VCM
    • Second Chance Foundation
    • Chantier Franco’s
    • Talents d’Avenir
    • Amis du Choeur Madrigal du Cameroun
    • La Fabrique Opéra
    • XLP
    • Odeon
    • Universal Music Group
    • Africa Stand Up
    • Simplon
    • Ecole des Nouvelles Images
    • ECAS
    • AEPSA
    • AARG
    • Urban Development
    • ONG RAES
    • Paris Mozart Orchestra
    • Sport dans la Ville
    • Opéra Comique
    • Les Concerts de Poche
    • Orchestra à l’école

    Competitors

    • France Sky
    • Alternate Source of Entertainment
    • YouTube
    • Milq
    • Metacafe
    • Twitch

    Comprare azioni Vivendi Previsioni

    Le azioni vivendi sono quotate all’Euronext di Parigi, nell’indice CAC40 e la sua sede principale si trova proprio nella capitale parigina.

    Con 41.743 dipendenti in tutto il mondo (dato aggiornato al 2017) e un fatturato annuo di 12,4 miliardi di euro (dato 2017) la Vivendi SA ha una posizione finanziaria molto robusta, che attrae positivamente gli investitori internazionali.

    L’azienda gode di una reputazione ottima nel settore delle telecomunicazioni e le attività che possono essere definite “competitors” sono davvero poche.

    Le azioni della società sono tra le più volatili del settore e, anche se propone dei dividendi stabili, è possibile approfittare dei movimenti della quotazione delle sue azioni tramite CFD.

    Possiamo dire senza alcun dubbio che le azioni Vivendi attirino migliaia di investitori da tutto il mondo.

    Osserviamo ora il grafico borsistico che si riferisce all’andamento del titolo nell’ultimo anno:

    comprare azioni vivendi

    Vivendi offre una buona visibilità sui risultati a medio termine, grazie a una ricca presenza di abbonamenti che rappresentano circa la metà dei suoi introiti.

    La liquidità dell’azienda è molto solida, basti pensare che solo nel 2016 supera 1 miliardo di euro, con un ritorno per gli azionisti di oltre 8 miliardi di euro (dato 2014).

    Azioni Vivendi Target Price

    Dal grafico possiamo capire il target di riferimento:

    • Target: 26 euro

    Il supporto principale, in caso di ribasso, sarà:

    • Supporto: 18 euro

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    Conclusioni

    Infine, in questa guida abbiamo cercato di offrire una panoramica completa sulla storia di Vivendi, colosso delle telecomunicazioni e dei media francese.

    Vivendi, ad oggi, è considerata la più importante azienda del settore e deve fronteggiare davvero pochi competitors.

    Le sue azioni sono valutate positivamente dagli investitori, che possono contare su una società solida e in continua crescita.

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    Leggi anche:

    Quando è stata fondata Vivendi?

    A ottobre del 1997 la CGE cambia il suo nome in Vivendi SA e può contare su due poli di attività, ambiente e comunicazione: la Vivendi Communication e la Vivendi Environnement.

    Qual è il fatturato di Vivendi?

    I dati attualmente disponibili parlano di un fatturato annuo pari a 12,4 miliardi di euro (dato aggiornato al 2017) e di un utile netto pari a 1,3 miliardi di euro (dato 2017).

    Chi è il CEO Vivendi?

    L’attuale CEO vivendi è il giornalista e manager 64enne francese Arnaud de Puyfontaine, eletto a giugno del 2014.

    Dov’è possibile comprare azioni Vivendi?

    In Italia, le azioni Vivendi possono essere comprate o vendute aprendo un conto gratuito e senza commissioni sulla piattaforma eToro.

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