Investire in Azioni

Comprare azioni Poste Italiane: Recensione completa [2020]

Una guida su come comprare azioni di Poste Italiane, una delle società più amate dagli Italiani.

Chi non conosce Poste Italiane? Tutti vanno regolarmente in uno dei tanti uffici sparsi sul suolo Italiano, ma avete mai pensato di investire nelle azioni Poste Italiane? È molto semplice, ma prima di iniziare, vorremmo parlarvi delle azioni Poste Italiane, il profilo aziendale, i numeri e gli obiettivi futuri della società.

Migliori piattaforme per comprare azioni Poste Italiane

La scelta della piattaforma e della modalità giusta per comprare questa tipologia di azioni è molto importante per un investimento di successo.

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    Comprare azioni Poste Italiane: La Storia

    Nel 1862, Poste inizia le sue attività ereditando l’assetto di Poste di Sardegna, il servizio di spedizione delle lettere e corrispondenza del Regno di Sardegna. Dopo l’unità d’Italia, le poste inglobarono le varie aziende di servizi postali. Vengono dunque, già nel 1875, istituite le casse di risparmio postale, i genitori del Bancoposta.

    Con l’arrivo della prima guerra mondiale, e con la creazione dei francobolli e cartoline, i servizi postali divennero celebri tra la popolazione, permettendo quindi alle Poste di espandersi alla posta aerea, operata in contiguità al servizio di posta militare.

    Durante il ventennio fascista, il Ministero delle Poste e Telegrafi diventò il Ministero delle Comunicazioni, diventando un centro di potere di primaria importanza, grazie anche alla censura e controllo dei cittadini. Vennero realizzati nuovi palazzi, e strutture logistiche sorsero in diversi capoluoghi di provincia.

    Con il conflitto mondiale, le poste aumentarono le loro operazioni finanziarie, aumentando dunque i servizi per il risparmio, con libretti, emissioni di titoli, e guadagnando a scapito delle banche, tutte le riscossioni dallo stato. Nel 1967 viene introdotto il Codice di Avviamento Postale (CAP), che accelera dunque il sistema logistico, a causa dell’aumento dei volumi della corrispondenza.

    Gli anni più recenti

    Negli anni 90 c’è una vera e propria trasformazione in società per azioni da parte di Poste Italiane. Nel 1986 i costi del personale assumevano il 93% delle entrate dell’azienda. La produttività per addetto dal 1970 al 1985 era calata del 24%, e la qualità dei servizi era sempre di più calata. Negli anni 90 infatti la corrispondenza veniva recapitata in 1 giorno per l’80% delle volte, mentre in italia la quota era inferiore al 20%: nel 1989 il tempo medio di consegna della corrispondenza era di 8,5 giorni.

    Nel 2000 viene acquisito il 20% di Bartolini, attraverso la controllata (al 100%) SDA Express Courier, formando il Consorzio Logistica Pacchi per lo smistamento dei pacchi sul suolo nazionale. Nel 2005 la quota di Bartolini viene venduta.

    Dal 2002 arriva Massimo Sarni alla guida dell’azienda, confermato per tre volte nel 2005, 2008 e 2011. Viene creata una strategia basata sulla modernizzazione dell’infrastruttura tecnologica e logistica, con un ampliamento sostanziale dell’azienda. Sotto la guida di Sarmi, l’azienda chiude i bilanci in utile per un decennio, con profitti al rialzo. Arriva PosteMobile per le telecomunicazioni (prima azienda postale in italia ad entrare nelle telecomunicazioni), PostaCertificat@, Sportello Amico e, alla fine del 2003, Postepay, un vero e proprio successo a livello nazionale.

    Vengono offerti anche i servizi BancoPostaClick (online), e il conto BancoPostapiù, e il conto base per i servizi e prodotti finanziari, tra cui: prestiti, fondi comuni d’investimento, prestiti, che vanno a sommarsi ai classici libretti di risparmi e buoni fruttiferi postali. Poste Vita permette anche di sottoscrivere svariati prodotti assicurativi.

    La liberalizzazione in EU

    Nel 2011, il servizio postale viene liberalizzato in gran parte nei paesi UE:

    • Austria
    • Belgio
    • Bulgaria
    • Danimarca
    • Estonia
    • Francia
    • Irlanda
    • Italia
    • Portogallo
    • Slovenia
    • Spagna.

    La quotazione a Piazza Affari

    Dal Maggio del 2014, alla direzione dell’azienda ci sono Luisa Todini (presidente) e Francesco Caio, che portano l’azienda a continuare al meglio con il “servizio universale”, ovvero i servizi essenziali di consegna lettere e pacchi ad un prezzo controllato, e a scendere in borsa il 27 ottobre del 2015 con il simbolo PST, controllata da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze al 60%, con un flottante di poco meno del 40%, e una capitalizzazione di 8,816 miliardi di euro, a 6,75 euro per azione nel giorno dell’Offerta Pubblica Iniziale, conclusasi con successo con una richiesta parti a 3,3 volte il quantitativo offerto.

    Da fine 2015, Poste fa parte dell’indice FTSE Mib. Il FTSE MIB (acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) è il più importante indice azionario della Borsa italiana. È l’indice che contiene di norma, tranne eccezioni, le azioni delle 40 società italiane ed estere quotate maggiormente capitalizzate sui mercati gestiti da Borsa Italiana. Questo significa dunque che le azioni di Poste Italiane sono tra le più importanti in Italia, e tra le migliori 40.

    Comprare azioni Poste Italiane: Modello di Business

    Poste Italiane è l’azienda di servizi più grande del paese. Grazie ai 14 mila uffici postali sparsi in tutto il territorio nazionale, le Poste Italiane operano con il difficile obiettivo di garantire servizi e soluzioni futuristiche a tutti i cittadini, alla pubblica amministrazione ed alle aziende.

    L’ultimo ventennio è stato fondamentale per l’evoluzione di Poste Italiane, che ha costruito un sistema integrato di piattaforme e reti, per affiancare i servizi postali anche prodotti di telefonia mobile, finanziari, assicurativi.

    Il mercato postale è stato completamente liberalizzato. Proprio in coincidenza con questo, il Gruppo Poste Italiane e i suoi 152 mila dipendenti, hanno come obiettivo offrire in maniera sempre maggiore servizi e prodotti sempre più diversificati. Il tutto, anche con una grande valorizzazione dei canali commerciali e sotto il punto di vista dell’organizzazione. Anche durante un periodo di recessione come questo, Poste è riuscita a mantenere un titolo azionario in rialzo negli ultimi tempi.

    Poste Italiane, può vantare un tasso di redditività ai massimi del settore europeo. La gamma di prodotti commerciali è stata ampliata con una serie di oltre 300 prodotti per oltre 32 milioni di clienti, tra cittadini, imprese e pubblico.

    Le società possedute da Poste Italiane SPA

    Ecco una lista delle controllate:

    • Poste Energia S.p.A.: 100%
    • PosteMobile S.p.A.: 100%
    • PosteShop S.p.A.: 100%
    • Poste Tributi S.c.p.A.: 70%
    • PosteTutela S.p.A.: 100%
    • Poste Vita S.p.A.: 100%
    • Postecom S.p.A.: 100%
    • Postel S.p.A.: 100%
    • SDA Express Courier S.p.A.: 100%
    • Poste Assicura S.p.A.: 100%
    • BancoPosta Fondi S.p.A. SGR: 100%
    • CLP S.c.p.A.: 51%
    • Consorzio per i Servizi di Telefonia Mobile S.c.p.A.: 51%
    • Europea Gestioni Immobiliari S.p.A.: 55%
    • Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale S.p.A.: 100%
    • Mistral Air S.r.l.: 100%

    Comprare azioni Poste Italiane: Dati Finanziari

    Poste italiane dati finanziari

    Nel quadriennio 2012 – 2015, i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono in aumento, la posizione finanziaria netta è in fase stabile. Il patrimonio complessivo netto è in costante aumento.

    Tutto ciò ha fatto da apripista al titolo in vista della sua quotazione, avvenuta proprio nel 2015.

    Da quel momento, il titolo azionario è rimasto dapprima stabile, per poi crescere in modo evidente proprio nell’ultimo anno. Tuttavia, procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio l’andamento di PST negli ultimi 5 anni, ovvero dalla sua quotazione:

    Davvero un ottimo andamento per Poste Italiane, con il prezzo raramente sceso sotto la soglia della quotazione originaria e con una buona base di stabilità (dal 2016 al 2918) che tanto piace agli investitori.

    In seguito, il titolo ha ingranato la marcia ed ha iniziato una rapida salita che continua ancora oggi. Le motivazioni vanno ricercate nella diversificazione del Business e per le politiche di riduzione e contenimento dei costi che stanno dando i loro frutti.

    Cosa ci aspetta per i prossimi 12 mesi? Scopriamolo nel successivo paragrafo.

    Compare azioni Poste Italiane: Previsioni

    Con il titolo schizzato verso l’alto negli ultimi 12 mesi, Poste Italiane ha rotto una fase di stabilità che durava da mesi. Evidentemente le politiche aziendale messe in atto nel precedente triennio iniziano a dare i loro frutti.

    Ad oggi, Poste Italiane è un’azienda solida e con un Business sempre più diversificato. Inoltre, la presenza capillare sul territorio è sempre un punto di forza notevole per il Gruppo.

    A livello prettamente tecnico, gli analisti si aspettano un prezzo in grado di consolidare il valore di €10, vera soglia psicologica del titolo. In seguito, considerata la quotazione iniziale intorno ai €6, il Target Price oscilla tra €12 e €15.

    Come abbiamo visto, attraverso i contratti CFD si potrà speculare sul titolo senza commissioni. Per iniziare a farlo, ecco il Link:

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    Comprare azioni Poste Italiane: Quotazione in tempo reale

     

    Le azioni di Poste Italiane hanno finalmente passato la barriera psicologica dei 6,75 euro per azione, livello sul quale furono collocate nell’Ottobre del 2015. Dopo una discesa che ha portato le azioni di PT ad un crollo del 25%, siamo finalmente a break-even, dopo una pressione prolungata sull’indice principale. Il primo trimestre del 2016 per poste italiane, ha chiuso con una nuova crescita dei ricavi e dei margini.

    Perché e come investire in Poste Italiane

    Con ricavi pari a 9,759 miliardi di euro, siamo senza dubbio di fronte ad un portento che deve gran parte della sua crescita alla sua attività assicurativa. La crescita di Poste Vita è senza dubbio uno dei motivi per i quali investire in Poste Italiane (ricavi del settore sono infatti al +20% rispetto al trimestre dello scorso anno).

    I timori rimangono però: ha fatto paura a molti investitori il possibile intervento di Poste nel riassetto del sistema bancario italiano. Sono anche molte le voci circa il possibile acquisto di Monte dei Paschi di Siena da parte di Poste.

    Ricordiamo inoltre che Poste Italiane è fortemente influenzata dai BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e quindi anche dai relativi spread, che come sappiamo sono estremamente gonfiati, a causa del Quantitative Easing di Mario Draghi.

    Tuttavia, Poste Italiane, si rivela ancora un porto sicuro per chi vuole investire, con grandi prospettive di crescita e con un lauto dividendo di 0,34€ per azione.

    Conclusioni

    Da sempre le Poste sono una società molto amata dagli Italiani, soprattutto dagli Over 50. Sinonimo di sicurezza ed affidabilità, sono in tantissimi a lasciare i proprio risparmi su un conto corrente o su un libretto postale. Da sempre avversi al rischio, i risparmiatori Italiani sono davvero grandi amanti della semplicità e della sicurezza dal Brand di Poste Italiane.

    A seguito della quotazione in Borsa avvenuta nel 2015, le opzioni per comprare le loro azioni si riducono essenzialmente ad una modalità di indubbio vantaggio: i contratti CFD. Semplici e gratuiti, permettono di negoziare le azioni Postali sia in caso di rialzo che di ribasso. Il tutto, senza nessuna commissione fissa.

    Dopo un 2019 chiuso in grande rialzo, gli analisti si aspettano il consolidamento dalla quotazione attuale (€10) per la prima metà del 2020, per poi procedere con un rialzo con Target massimo a €15.

    Per iniziare subito ad investire sulle Poste Italiane, ecco il Link per farlo senza commissioni ed in totale sicurezza:

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    Ti potrebbero interessare anche le nostre recensioni sulle azioni delle seguenti società:

    Come comprare le azioni di Poste Italiane?

    L’acquisto può essere effettuato direttamente presso gli sportelli Postali, pagando commissioni, oppure negoziando direttamente il titolo con i contratti CFD su piattaforme specializzate.

    Acquistare azioni Poste Italiane conviene?

    Sicuramente il 2019 è stato un anno molto positivo per Poste Italiane. Ancora oggi, il Target per il 2020 è positivo.

    Dove acquistare le azioni Poste Italiane?

    Presso gli sportelli Postali, pagando commissioni di apertura conto e bollo deposito titoli, oppure negoziando il titolo sulle migliori piattaforme specializzate in CFD.

    Quali sono le previsioni 2020 per Poste Italiane?

    Gli analisti si aspettano il consolidamento della zona pari a €10, per poi procedere verso il primo Target di €12. Successivamente, sarà possibile ipotizzare un secondo Target a €15.

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