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Come comprare Azioni MPS | Guida completa

In questo articolo scopriamo dati e curiosità sul come comprare azioni MPS (Monte dei Paschi di Siena).

La Banca di Monte dei Paschi di Siena è una delle più grandi d’Italia, con oltre 25 mila dipendenti, ed è una di quelle banche che hanno una storia centenaria (affonda le sue radici nel lontano 1472).

Inutile dire che le azioni Monte dei Paschi (BMPS) di Siena erano tra le più richieste in borsa fino alla prima metà degli anni 2000, mentre oggi continuano a vivere momenti di crisi in attesa del nuovo piano di rilancio.

Assieme alle altre società del gruppo MPS, fa parte del terzo gruppo bancario presente in Italia per numero di filiali. Il gruppo è molto attivo in tutta Italia, ma anche all’estero.

Monte dei Paschi di Siena non è soltanto una banca, ma è anche specializzata in gestione del denaro, private banking, fondi d’investimento, gestioni patrimoniali, polizze vita, consulenza finanziaria e molto altro ancora. MPS è quotata in borsa, essendo una società per azioni, e il suo simbolo alla borsa italia è BMPS.

In questa guida scopriremo come farlo al meglio e come comportarsi dopo la profonda crisi che ha colpito l’istituto bancario Senese. Per iniziare la nostra recensione elenchiamo subito i migliori Broker per azioni, sicuri e certificati, attraverso le quali è possibile negoziare le azioni MPS senza costi fissi.

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    Storia aziendale di MPS 

    Nella repubblica di Siena, fu fondato un monte di pietà nel 1472, dove venne approvato lo statuto che affermava che l’istituto di credito avrebbe operato senza interruzioni, nasce dunque lo “Statuto dei Paschi”.

    Diversi secoli dopo, con l’Unità d’Italia, la Banca inizia ad operare in tutta Italia, avviando nuove attività come il credito fondiario.

    Nel 1929 la Banca partecipa all’unione tra Banca di Firenze e Credito Toscano, dando vita ufficialmente alla Banca Toscana. Nel 1936, la Banca viene dichiarata istituto di credito di diritto pubblico.

    Negli anni 90, la Monte dei Paschi è la prima banca in Italia a diversificare anche con la bancassicurazione, attraverso Monte dei Paschi Vita.

    Attraverso Ducato Gestione, si specializza anche nei fondi comuni d’investimento. Il 1995 è l’anno in cui arriva la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A..

    La Fondazione è un ente no-profit che si occupa di assistenze e beneficenza, e sarà una nascita chiave per capire il futuro dell’azienda (che poi vedremo).

    Il 1999 è un anno molto importante, in quanto il 25 Giugno la Banca Monte dei Paschi di Siena viene quotata alla Borsa Valori di Milano, attraverso un’offerta pubblica, che permette all’azienda di registrare richieste di acquisto talmente alte, che superarono di circa 10 volte l’offerta pubblica iniziale.

    Con l’arrivo in Borsa arriva una grande espansione territoriale, vengono acquisite la Banca Agricola Mantovana e Banca del Salento. La Banca continua a crescere, migliorando le sue strutture produttive.

    Nel 2010 supera appieno lo stress test del Committee of European Banking Supervisors (CEBS). Il test metteva alla prova la solidità patrimoniale degli istituti bancari per verificare le capacità di resistenza alle crisi.

    La Crisi

    Dopo una storia di oltre metà millennio, il 2011 è l’anno in cui cambia tutto: arriva la crisi, o meglio, vengono a galla tutti i malaffari degli anni precedenti.

    Il 4 Febbraio 2011 infatti la Banca risultava la quarta banca italiana per capitalizzazione, ma chiude comunque l’anno con una perdita della cifra astronomica di 4,69 miliardi di euro.

    Il 2012 è l’anno del nuovo presidente del CDA, Alessandro Profumo e di un nuovo piano di riassetto del gruppo, che dovrebbe ridurre i costi e razionalizzare le spese.

    L’operazione porta esuberi pari a 4600 posti di lavoro, incorporazione di controllate, e chiusura di ben 400 filiali, l’operazione si è conclusa nel 2015.

    Arrivano quindi gli scioperi, sempre nel 2012, ai quali partecipa l’85% del personale, con una chiusura del 90% delle filiali.

    Si tratta di una vera e propria protesta in tutta Italia, con cortei e comizi dove partecipano centinaia di migliaia di persone in tutte le città italiane.

    Le radici della crisi affondano nel Novembre del 2007, quando Monte dei Paschi di Siena afferma con una comunicazione ufficiale di aver raggiunto un accordo con Banco Santander per l’acquisto di Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro, assorbendola completamente poi negli anni successivi.

    MPS subisce però una ancora più grave crisi finanziaria dopo una spesa del genere. Arriva dunque da parte del management un nuovo piano industriale con riduzione dei costi per 565 milioni di euro, cessioni e svalutazioni, e una richiesta di liquidità allo Stato di 3,4 miliardi di euro (i Monti Bond).

    Nel 2013, il Fondo Monetario Internazionale dice la sua, invitando le autorità di controllo italiane all’esecuzione del piano di ristrutturazione.

    Nel 2014 arriva l’aumento di capitale da 5 miliardi, che stravolgerà le azioni della Banca. 

    A fine 2014, MPS viene bocciata dagli stress test della BCE ed è costretta ad un nuovo aumento di capitale da 3 miliardi.

    Il titolo perde il 39,2% in borsa in sole 5 sedute a fine ottobre. Nel 2015 termina il rimborso dei Monti Bond, lo stato diventa azionista al 4% della Banca, comprando quindi una gran parte delle Azioni Monte dei Paschi di Siena.

    La crisi della Banca di Monte dei Paschi di Siena è stata principalmente originata dall’acquisizione (per sovrapprezzo) dell’Antonveneta, che ha portato la Banca ad un dissesto molto pesante.

    Ma non è solo una crisi che è legata al comportamento dei dirigenti dell’azienda, ma proprio dall’unione tra alta finanza e politica.

    Per molti, il problema è stata la Fondazione Monte dei Paschi, un’ente a tutti gli effetti privato, ma dove gli amministratori erano nominati, pensate, da politici locali, toscani e anche dai senesi stessi.

    La Fondazione, aveva un controllo molto importante sulla banca, portando quindi gli amministratori locali a scegliere i vertici della fondazione, i quali a loro volta nominavano quelli della banca, in una spirale senza ritorno.

    MPS e la fondazione “distribuivano” i propri proventi in tutto il territorio, contribuendo allo sviluppo della città: ospedali, Università, squadre, eventi, solo gli investimento della Fondazione erano il 4% dell’intera provincia.

    Ma non si trattava soltanto di prestare al territorio, ma anche a personaggi politici, e a persone dalle quali non avevano assolutamente speranza di rivedere quei soldi indietro (famosa la fideiussione di Berlusconi, ancora non riscossa, da ben 8 milioni di euro).

    Una Banca che ha continuato ad agire in questa maniera, anche nel bel mezzo della crisi finanziaria mondiale del 2008.

    L’acquisto di Banca Antonveneta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: quasi 10 miliardi per una banca che era stata ceduta pochi mesi prima ad un gruppo Olandese per solo 6,6 (il +150% in più).

    Destò molto scalpore anche l’inchiesta sui contratti derivati Alexandria e Santorini, sottoscritti con il Gruppo giapponese Nomura e Deutsche Bank.

    I dirigenti si sono serviti di questi derivati per nascondere delle perdite sul bilancio, “mettendole sotto al tappeto” attraverso questi prodotti finanziari molto complessi. Contratti che non furono rivelati né alla Banca d’Italia, né al consiglio d’amministrazione.

    Ma ci sono molte altre inchieste, tra cui “La banda del 5 per cento”, reati fiscali e molte altre ancora, sulle quali però non ci soffermeremo, in quanto a noi adesso interessa sapere se è possibile investire ancora in Monte dei Paschi di Siena.

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    Come comprare azioni MPS

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    Comprare azioni MPS conviene?

    Le azioni di Monte dei Paschi di Siena sono crollate a picco dal 2017, ma oggi comprare azioni MPS conviene o no?

    Previsioni

    Gli azionisti del Monte dei Paschi di Siena BMPS.MI hanno approvato un atteso piano di bonifica delle sofferenze finalizzato ad agevolare la cessione della banca statale a un rivale più sano.

    L’Italia ha lavorato per due anni al piano, che ha ottenuto l’approvazione definitiva dalla Banca Centrale Europea a settembre e deve essere completato entro il 1 ° dicembre.

    Questa manovra consentirà di abbassare i crediti deteriorati del Monte dei Paschi al 4,3% del totale degli impieghi, al di sotto del CRDI.MI di UniCredit del 4,8%, attualmente il livello migliore tra le banche commerciali più grandi.

    La mossa è stata progettata per facilitare una fusione, ma il Tesoro sta lottando per trovare acquirenti per la banca in perdita.

    In generale il quadro tecnico di Banca Monte dei Paschi suggerisce un’estensione della linea ribassista al test del pavimento 1,135 con tetto rappresentato dall’area 1,176.

    Le previsioni sono per un prolungamento della fase negativa al test di nuovi minimi individuati a quota 1,122.

    Dividendo

    Riguardo ai dividendi, l’amministratore Marco Morelli è stato perentorio: non ci saranno dividendi fino alla fine del 2021.

    Come mai? La motivazione risiede nella situazione ancora precaria dell’azienda e della presenza di aiuti da parte dello stato.

    Fino a quando persisterà questa situazione, non sarà permesso concedere dividendi agli azionisti.

    Ne consegue, a livello operativo, che si conferma conveniente la scelta di operare su MPS con contratti CFD e trarre vantaggio immediato con l’apertura e la chiusura di posizioni.

    Attendere il dividendo per essere remunerati è ormai un’utopia.

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    Competitors

    Ovviamente i principali concorrenti del Gruppo MPS sono i grandi player bancari Italiani ed Europei. Nonostante la crisi, un report di Verafinanza incentrato sulla capitalizzazione bancaria vede MPS al posto numero 23.

    Non male per una banca che ha subito le forti turbolenze come Monte Dei Paschi. Alcuni analisti vedono in questo segnale un primo sprint per una risalita verso una quotazione accettabile nel prossimo triennio.

    A livello generale, i competitors di MPS in Italia sono senza dubbio Banca Intesa Sanpaolo (al terzo posto della classifica di Verafinanza) ed Unicredit. Degni di nota anche UBI banca e Banco BPM, entrambi sopra Monte dei Paschi per capitalizzazione.

    Conclusioni

    La crisi per MPS è stata forte e gli effetti si sentono ancora. Crollare da circa $250/azione a sotto i €2 è segnale di forte, fortissima crisi.

    Tuttavia, in seguito ad un piano di ristrutturazione del debito ed aiuti Statali, Monte dei Paschi sta lentamente tornando alla normalità.

    Ad oggi, si tratta di una Penny Stock o poco più, tuttavia gli analisti concordano sul fatto che se la Banca ha tenuto botta alla crisi del 2017, il suo valore potrà solo salire.

    Di conseguenza, sarà importante investire già adesso per comprare le azioni MPS a prezzo di saldo. 

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    E’ ancora possibile comprare azioni MPS?

    Si, nonostante una caduta estremamente brusca nel 2015 è ancora possibile acquistare le azioni del gruppo bancario.

    Conviene acquistare azioni MPS?

    Difficile affermarlo con certezza, tuttavia dopo la profonda crisi il gruppo è ancora operativo e per la prima volta il piano industriale è al rialzo.

    A quanto ammonta la capitalizzazione di MPS?

    Secondo un report rilasciato a Febbraio 2020, MPS è il gruppo bancario numero 23 in Europa per capitalizzazione.

    E’ possibile comprare azioni MPS con i contratti CFD?

    Si, grazie ai migliori Broker azioni regolamentati dalla Consob.

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