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Comprare azioni British Petroleum (BP): Guida completa

Comprare azioni British Petroleum è un investimento sensato, in un momento in cui si parla sempre più di abbandonare il combustibile fossile? Probabilmente sì.

British Petroleum è il nome originario di quella che oggi è conosciuta a livello mondiale come BP plc. Parliamo di un colosso del settore energetico, attivo soprattutto nell’estrazione di petrolio e gas naturale. La dimensione societaria è di prim’ordine, al punto che l’azienda è tra i primi quattro operatori del settore su scala globale.

In ottica futura BP si trova attualmente in una condizione privilegiata, grazie alla propria posizione di leader nel settore produttivo dei pannelli solari. Una recente svolta green, dichiarata a febbraio 2020, ha fissato l’obiettivo emissioni zero entro il 2050.

Alla base di questa scelta c’è la necessità di un cambiamento che avvenga in profondità e che si è manifestato fin da subito sul mercato azionario, che ha accolto positivamente la notizia con un +1,8%.

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Già da queste prime righe capiamo quindi che comprare azioni British Petroleum potrebbe essere una buona idea in questa fase di cambiamento. In questa guida approfondiremo a dovere le motivazioni dietro a questo potenziale investimento, analizzando anche i metodi migliori per dedicarsi al trading in totale sicurezza.

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  • se riteniamo che, al contrario, la prossima tendenza sarà al ribasso, dovremo aprire un CFD short, ottenendo un profitto da ogni punto al ribasso.

Si capisce quindi come la negoziazione in CFD apra molte prospettive per investire rispetto al metodo tradizionale.

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Quotazione British Petroleum in Tempo reale

Ecco la quotazione minuto per minuto del titolo BP quotato presso il FTSE-100 di Londra.

Dati finanziari British Petroleum:

  • Capitalizzazione: 71,71 Mrd
  • Entrate: 35,82 Mrd
  • Reddito operativo: -1,28 Mrd
  • Flusso di cassa netto: -3,56 Mrd
  • Disponibilità liquide: 30,69 Mrd

Stiamo parlando di una delle migliori azioni petrolifere al mondo.

La storia di British Petroleum

La società vede la propria fondazione nel primo decennio del ventesimo secolo. Nel 1909 infatti nacque la Anglo-Iranian Oil Company, allo scopo di esplorare il Medio-Oriente in cerca di depositi di petrolio. Negli anni successivi la compagnia continuò a crescere, attirando l’interesse del governo inglese durante la prima Guerra Mondiale per la sua importanza strategica.

Da quel momento fino ai primi anni Cinquanta la compagnia operò in Europa e Medio-Oriente sotto il controllo del governo Inglese, che deteneva il 51% della società.

Il cambio di nome avvenne nel 1954: la Anglo-Iranian Oil Company divenne British Petroleum Company in seguito a diverse vicissitudini politiche che portarono prima a un allontanamento e poi a un reintegro della presenza britannica su suolo iraniano.

Dagli anni Sessanta British Petroleum iniziò a guardare con interesse anche oltre oceano, stabilendosi in Alaska e nel Mare del nord. Questa mossa fu fondamentale per resistere alla crisi petrolifera dovuta ai rialzi di prezzo imposti dall’OPEC lungo il decennio successivo.

Gli anni a venire videro diversi cambi nella vision societaria e numerose acquisizioni strategiche a livello internazionale. A cavallo tra il 1998 e il 2002 l’immagine aziendale mutò sensibilmente, partendo dalla fusione con la Amoco (American Oil Company) e finendo con il cambio semantico del nome.

Niente più British Petroleum, bensì solamente BP, con il sottotitolo di “Beyond Petroleum”. Il cambiamento coinvolse anche il logo, il cui design venne trasformato in uno che riflettesse l’attitudine verso l’ambiente e le fonti di energie rinnovabili.

BP America venne insignita nel 2004 come una delle migliori 100 aziende per lavoratrici madri ed una delle migliori azioni Inglesi in assoluto. Nel 2005, secondo la classifica delle maggiori 500 compagnie globali stilata da Fortune, BP occupava la seconda posizione per fatturato: una delle maggiori azioni del petrolio al mondo.

Il disastro ecologico

Il 2010 segnò una delle pagine più nere nella storia di British Petroleum. Il 20 aprile si formò una falla nella struttura della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. Ogni ora si riversarono nell’oceano milioni di litri di petrolio, con danni ambientali incalcolabili.

Le prime misure di contenimento messe in atto da BP si rivelarono fallimentari e il pozzo venne cementificato definitivamente solo nel settembre dello stesso anno. Ciò portò la società a subire quella che fu definita come “la multa più salata della storia statunitense”.

Nel 2012 infatti venne inflitta una pena pecuniaria di 4,5 miliardi di dollari dalle autorità degli Stati Uniti, con l’arresto di almeno 4 dipendenti ritenuti responsabili del disastro.

La svolta green e i progetti a lungo termine

Unitamente a un’esperienza di lunghissima data (è del 1980, come detto, l’ingresso sul mercato dei pannelli solari), British Petroleum ha deciso di rivoluzionare il proprio assetto, definendo nell’ecosostenibilità l’unica via per il futuro. Dopo le strategie di rebranding arrivate a inizio del ventunesimo secolo, la ristrutturazione societaria non si è mai fermata.

È notizia del 13 febbraio 2020 infatti la decisione di attuare un cambiamento che può essere definito epocale. Parliamo di un colosso petrolifero che, come affermato da Bernard Looney, punta ad azzerare le emissioni entro il 2050.

Il programma Green è ambizioso, specie per il settore di appartenenza della società. I competitor non si sono mai sbilanciati a tal punto, arrivando a promettere semplici tagli in risposta alle pressioni degli investitori.

La necessità sarà quindi quella di approntare grandi investimenti nelle strutture di transizione energetica, basando (almeno inizialmente) le entrate necessarie sulle operazioni con le fonti fossili tradizionali. Le misure per affrontare il piano verranno annunciate a settembre, ha dichiarato Looney, rimarcando la ferma volontà di eliminare tutte le emissioni sia dai carburanti estratti che dai gas serra provenienti dalle attività del gruppo.

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Azioni British Petroleum dividendo

Il 3 agosto 2021, gli amministratori di British Petroleum, hanno annunciato che l’acconto sul dividendo per il secondo trimestre 2021, sarà pari a 0,0546 dollari per azione ordinaria. Il dividendo sarà pagato il 24 settembre 2021, agli azionisti iscritti nel registro delle azioni fino al 13 agosto 2021.

Azioni British Petroleum grafico e andamento

Come è possibile vedere dal grafico sottostante, il trend azionario degli ultimi 5 anni è stato generalmente al rialzo. Le azioni British Petroleum (BP) sono quotate alla London Stock Exchange e si presentano attualmente con questo andamento:

azioni british petroleum andamento

La differenza più marcata viene rilevata tra inizio 2016, dove il titolo ha assunto un valore minimo di 328,70 GBX, e settembre 2018, con il picco massimo di 589,30 GBX.

Per quanto riguarda le proiezioni attuali, nel breve periodo troviamo previsioni positive che vogliono un lieve rialzo fino a quota 470,70. Nel medio periodo però è lecito aspettarsi una connotazione che rimane negativa, motivo per cui potrebbe risultare più conveniente valutare investimenti a breve termine.

Il livello di rischio rimane comunque decisamente contenuto grazie a una volatilità giornaliera pari a 1,226. La direzionalità del titolo rimane quindi stabile.

Il fatturato della società ammonta per il 2018 a 303,7 miliardi di dollari. Possiamo segnalare come segno di affidabilità il fatto che il titolo BP distribuisca regolarmente i dividendi su base trimestrale. L’unica eccezione nella storia recente è stata registrata in concomitanza del disastro ecologico di cui abbiamo parlato in precedenza, per ovvi motivi.

Conclusioni

Nonostante l’ultimo anno sia stato contraddistinto da un andamento generale al ribasso, il valore delle azioni British Petroleum si è mantenuto stabile nel passato recente. Alcune oscillazioni importanti ci fanno pensare che sia un titolo per cui convenga effettuare investimenti a breve termine, come la negoziazione in CFD.

I piani di crescita per il futuro comunque fanno ben sperare per un aumento della quotazione del titolo, specie una volta che il piano di transizione energetica verso il rinnovabile sarà esplicitato.

Investire in British Petroleum potrebbe essere quindi una sfida interessante, capace di regalare molte soddisfazioni. L’importante rimane comunque dedicarsi al trading tramite un soggetto che sia sicuro e affidabile in ogni suo aspetto, come i Broker che vi abbiamo presentato all’interno di questa guida.

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    Leggi anche:

    Dove sono quotate le azioni British Petroleum?

    Il titolo azionario è quotato al London Stock Exchange e sono indicizzate sul FTSE-100.

    Come comprare azioni British Petroleum senza commissioni?

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