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Claris Banca: La recensione completa della piattaforma

Oggi proponiamo la recensione completa di Claris Banca, piattaforma di home banking collegata a VenetoBanca. Analizzeremo le opportunità della piattaforma dal punto di vista del correntista, dunque facendo riferimento ai servizi squisitamente bancari; e dal punto di vista dei trader, dunque descrivendo strumenti, costo e benefit di varia natura per chi vuole praticare l’investimento speculativo.

La recensione di Claris Banca, lo diciamo fin da subito, non sarà come le altre. C’è un particolare che impone di trattare questa piattaforma in maniera differente: Claris Banca, a quanto pare, è fallita. In realtà ad essere fallita è la banca a essa collegata, ovvero VenetoBanca. Offriremo informazioni in merito nei prossimi paragrafi. In questo, difendiamo la scelta, forse originale, di recensione una piattaforma che non c’è più, oggettivamente non più a disposizione di correntisti e investitori.

La verità è che Claris Banca è un caso emblematico dei rischi connessi all’esercizio dell’attività bancaria. Rischi che non dovrebbero mai concretizzarsi, viste le amare conseguenze per i clienti, ma che troppo spesso, almeno nell’ultimo decennio, hanno occupato le prime pagine dei giornali. 

Claris Banca: una piattaforma frequentatissima

C’è un altro motivo per cui è bene recensione una piattaforma non più disponibile come Claris Banca. Questa, infatti, è stata una delle prime “banche online” a offrire un servizio di trading di carattere bancario, per giunta in un periodo in cui i broker specializzati non godevano di molta fama e anzi attiravano pregiudizi e perplessità. Basta fare una ricerca presso i forum di settore per trovare messaggi e discussione di investitori e trader che frequentavano la piattaforma di Veneto Banca. Ovviamente si tratta di messaggi e discussioni piuttosto datati dal momento che, vale la pena ripeterlo, Claris Banca non è più disponibile. 

Perché Claris Banca era così apprezzata dai trader? Premesso che lo era anche dagli investitori, Claris Banca presentava alcuni vantaggi, che possiamo considerare ante litteram, almeno in una prospettiva di trading. Proponeva infatti un servizio intuitivo, che si basava su una interfaccia gradevole e soprattutto facile da imparare.

Metteva a disposizione un numero più che sufficiente di strumenti, per quanto prevalentemente di natura azionaria e obbligazionaria. Al contempo, però, imponeva commissioni alte. Non dobbiamo scordarci, infatti, che Claris Banca era pur sempre l’emanazione di un istituto bancario, e commutava pregi e soprattutto difetti della categoria. 

Il mistero di Claris Banca

Se cercate sul web, come già specificato, trarrete l’impressione di un servizio bancario ancora attivo, che sembra godere di ottima salute. E’ un effetto ottico, dal momento che l’indicizzazione dei contenuti non avviene per ordine cronologico. La verità è che Claris Banca non esiste più, o come minimo non è disponibile, in quanto l’istituto a essa collegata, VenetoBanca, è fallita. Questa era stata dichiarata insolvente già nel 2015, poco dopo essere stata acquisita dal Gruppo San Paolo. A metà del 2017, poi, era entrata in liquidazione coatta amministrativa, una specie di commissariamento che di fatto ne bloccava tutte o quasi le attività. 

Nel gennaio 2019, infine, è stato il turno di Claris Banca. Di punto in bianco, il login per entrare nella propria area riservata non era più disponibile. Ovviamente ai clienti della piattaforma è stata offerta la possibilità di “migrare” altrove, entro certi limiti. 

Le particolarità del servizio di Claris Banca

Claris Banca non era una banca online come le altre. In primo luogo, perché offriva un servizio bancario sopra la media. Sia chiaro, non c’era niente per cui valesse la pena gridare al miracolo, ma dal punto di vista dei correntisti la piattaforma si difendeva benissimo. Era possibile, infatti, effettuare bonifici, pagare MAV, RAV e bollettini; era possibile versare denaro in alcuni conti deposito convenienti, partecipare a fondi di risparmio gestito, domiciliare le utenze e altro ancora. Soprattutto, era possibile praticare una forma abbastanza sofisticata di trading online.

Per quanto riguarda i servizi bancari, Claris Banca era una banca leggermente sopra la media, sia in quanto a servizi sia in quanto a convenienza. Questo spiega in parte il successo che Claris Banca aveva ottenuto anche nel segmento del trading online, in una prospettiva in cui il concetto dei vasi comunicanti viene applicato al trading. La sensazione era che, se una banca è presente con efficacia in un segmento, allora risulterà efficace anche in merito a un segmento contiguo. 

Claris Banca: offerta e costi

In questo paragrafo affronteremo il rapporto tra Clari Banca e il trading online. O meglio, il rapporto che c’era tra Claris Banca e il trading online. E’ bene ripeterlo ancora una volta: la piattaforma non è più disponibile in quanto l’istituto bancario che ne possedeva la proprietà, VenetoBanca, è entrato in liquidazione coatta amministrativa. 

La fama di Claris Banca presso i trader era giustificata? Dietro la buona reputazione di cui godeva si nascondeva un servizio realmente all’altezza? Rispondere a queste domande non è semplice, anche perché occorre inserire nel discorso alcuni termini di paragone. In buona sostanza, se si mettono in relazione Claris Banca e gli altri istituti bancari, sì, il suo servizio di trading online era all’altezza. Di contro, se il termine di paragone è rappresentato dai broker specializzati, Claris Banca già allora cedeva il passo.

In maniera del tutto fisiologica, infatti, soffriva di alcuni problemi strutturali, derivanti dall’appartenenza a una categoria specifica, quella delle “banche che propongono anche servizi di trading online”. Il riferimento è al livello delle commissioni estremamente alto, che rendevano l’attività di trading a rischio profitto zero (se non negativo). 

E’ bene specificarlo di nuovo: non c’è niente di cui stupirsi. Le commissioni elevate costituivano un elemento semplicemente inevitabile, causato dai costi di produzione, se così li vogliamo chiamare, tipici delle bianche strutturate. Il vero problema di Claris Banca, casomai, è stata una incapacità di fornire ai clienti un ambiente sicuro, a giudicare dalla sua parabola discendente (il riferimento è all’insolvenza, alla liquidazione coatta e alla chiusura quasi repentina del servizio). 

L’offerta di Claris Banca

Cosa offriva Claris Banca ai trader? Abbiamo già dato conto dell’apprezzamento abbastanza diffuso che Claris Banca godeva presso una certa frangia dei trader, soprattutto di quella che non nutriva grossa fiducia dei broker. Certo, la storia ha dimostrato che avevano puntato sul cavallo sbagliato ma non se ne può fare loro una colpa: eccetto l’ultimo travagliato biennio, non c’erano grossi elementi che potevano far pensare a una debacle della banca.

Ad ogni modo, dal punto di vista dell’offerta di asset, Claris Banca si difendeva bene, soprattutto per ciò che concerne l’azionario e l’obbligazionario. Era possibile operare nel MTA e nel MOT, co Nyse, col Nasdaq, con l’Amex etc. Offriva inoltre la possibilità di investire nelle obbligazioni e nei covered warrant

Discreta era anche l’offerta di strumenti a supporto dell’attività di trading, con esplicito riferimento al news feed automatico ricevibile attraverso SMS. Buona anche l’assistenza, che era disponibile 24 ore 24, 7 giorni su 7 e raggiungibile attraverso vari canali. 

Costi e commissioni di Claris Banca

Col senno di poi, il punto debole di Claris Banca era la sicurezza. Un aspetto singolare, se si pensa che l’unico vero vantaggio competitivo delle banche che offrono servizi di trading (rispetto ai broker specializzato) è dato proprio dalle migliori garanzie di sicurezza. O almeno così è sulla carta. Purtroppo, non è stato il caso di Claris Banca. 

Ciò che è sempre stato sotto gli occhi di tutti, però, erano i costi, ovvero le commissioni. Ebbene, erano alte. Certo, non altissime se si ponevano in relazione a quelle imposte dalle altre banche, ma straordinariamente elevate in confronto a tutti i broker specializzati. Si parlava, infatti, di commissioni che viaggiavano all’interno del range 15 – 35 euro. 

Ciò esponeva i trader a due rischi. In primis, i trader rischiavano che i profitti generati venissero erosi in tutto o in parte dalle commissioni. Secondariamente, i trader erano spinti a investire capitali ingenti, anche se lo potevano permettere, proprio per evitare questo meccanismo di erosione. Una situazione particolarmente scomoda quindi. 

Sia chiaro, le commissioni alte non erano una prerogativa di Claris Banca. Il punto debole era condiviso da tutti, o quasi, gli istituti bancari impegnati nel trading online. La situazione del comparto, va detto, non è cambiata. Si tratta quindi di un vero e proprio difetto strutturale, come potrete facilmente intuire leggendo le nostre recensioni di Cariparma Nowbanking e Bmed Online

Un’alternativa a portata di mano: le piattaforme zero commissioni

Come abbiamo appena visto, Claris Banca soffriva di commissioni elevate, e lo stesso fanno gli altri istituti bancari che a vario titolo offrono servizi sul trading. Per fortuna, a portata di mano dei trader si stagliano delle alternative molto interessanti: i broker specializzati e più in particolare i broker a zero commissioni.

Questi broker sono in genere molto sicuri, anche perché regolamentati da enti di controllo di carattere internazionale, come la Cysec, e di carattere nazionale (es. la Consob). Questi enti rilasciano una licenza, la cui esistenza è verificabile direttamente online. 

Questi broker, poi, si occupano solo di trading, dunque sono capaci di offrire un servizio di spessore, che si traduce in una offerta di asset davvero abbondante, così come di strumenti a supporti come contenuti di formazioni, news feed aggiornati, book plurilivello e altro ancora.

Il panorama dei broker specializzati è molto eterogeneo. Di seguito però parliamo dei due broker più famosi ed efficienti in assoluto: 24option ed eToro

Il trading con 24option

24option è uno dei grandi nomi del trading online. E’ particolarmente apprezzato per l’offerta sterminata, letteralmente fuori scala rispetto a quella delle banche e di gran lunga superiore persino rispetto agli altri broker. 

Un altro punto di forza di 24option è rappresentato dalle commissioni, anzi dall’assenza delle commissioni. Da segnalare è anche la presenza di numerosi strumenti a supporto del trader, in particolare i segnali di trading che possono essere ricevuti con una certa costanza. Ottimo l’impianto formativo, quasi a livello di una scuola di trading, e l’assistenza. 

Insomma, 24option pone in essere l’ambiente di trading ideali per crescere e prosperare, e si rende promotore di un rapporto broker-cliente all’insegna dello spirito di servizio. 

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Il trading con eToro

eToro non è da meno. I motivi della sua fama sono allo stesso tempo simili e diversi rispetto a 24option. Simili perché eToro, al pari di 24option, è un ottimo broker, capace di disegnare un ambiente di trading confortevole e che metta il trader nelle migliori condizioni per guadagnare.

Diversi, perché eToro nel corso degli ultimi anni ha assunto un atteggiamento da pioniere, offrendo servizi inediti e spianando la strada per un cambiamento genuino nel mondo del trading. Il riferimento è al Copy Trading, un servizio che consente di replicare più o meno in automatico le mosse dei trader esperti, in una prospettiva di comunità che trasforma il trading in un ambiente social, in cui lo scopo è guadagnare tutti. Un’utopia? Niente affatto, se si giudicano i risultati strabilianti di eToro in termini di numero di clienti e di soddisfazione degli stessi. 

Conclusioni su Claris Banca: cosa dimostra la sua parabola discendente

La parabola di Claris Banca ci dimostra una cosa: il rischio zero non esiste. Non è un dettaglio da poco, se state cercando una piattaforma per fare trading. In genere, i trader che optano per le banche lo fanno perché percepite come più sicure. Tuttavia, spesso si tratta di una illusione ottica. Anche le banche possono fallire, anzi negli ultimi anni è accaduto un po’ troppo spesso. Se si analizza la situazione da questa propettiva, cade anche l’ultimo tabù, quello della sicurezza. 

Anche perché Claris Banca, dal punto di vista dell’offerta, metteva a disposizione sì qualche strumento in più rispetto alle altre banche, ma cedeva comunque il passo rispetto alla stragrande maggioranza dei broker.

Dunque, già allora sarebbe stato meglio affidarsi ai broker specializzati, così come è bene farlo adesso. Il consiglio, poi, è di non scegliere un broker qualunque: l’offerta è eterogenea e permette al trader un certo margine di movimento. Scegliete i migliori, quelli in grado di porvi realmente nelle condizioni di guadagnare, capaci di predisporre spese minime.

Noi personalmente consigliamo due broker in particolare: 

Sono broker all’avanguardia, molto conosciuti e apprezzati dai clienti, con tutte le carte in regole anche dal punto di vista delle garanzie di sicurezza. Dunque, considerate l’opportunità di aprire un conto presso di loro e dare una svolta alla vostra attività di trading.

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